VOLO 3°episodio

VOLO 2°

 

Un bel giorno Pio Pio di buon mattino si mise in testa di voler volare,quanto le sarebbe piaciuto planare nel cielo aperto, e saziare la sua voglia di conoscere, e viaggiare in luoghi sconosciuti. Quindi fece mille tentativi dal punto più alto del pollaio, ma puntualmente invece che planare ballonzolava giù nella paglia che attutiva le cadute. Cocca D’ Oro più volte l’ aveva esortato a non farlo:”I pulcini non possono volare, quante volte telo devo dire?! ..ma il pulcino come il suo solito non ascoltava, e più testardo che mai decise di allontanarsi dal pollaio. In questo modo avrebbe potuto agire indisturbato, convinto che tutto il risultato potesse dipendere dalla concentrazione! Si sposto in un luogo appartato, vi erano alti cespugli, e un solo grosso albero d’ ulivo, il quale copriva la terra sottostante con la sua ombra. Nascosto su un grosso ramo vi era Nonno gatto Bastiano disturbato dall’ arrivo di Pio Pio;Bastiano si domando tra se e se : “Ma santo cielo! Cosa combina quel batuffolo di piume?” nel frattempo lo vide arrampicarsi  su un’ alto cespuglio, con l’ ausilio del becco e delle aluccie. In bilico fra un ramo e l’ altro, cercava di raggiungere la cima troppo alta per un pulcino. Nonno gatto pensava che avrebbe potuto farsi un gran male, poteva morire battendo la testa al suolo! Immediatamente si preoccupo di correre a  chiamare lo zio Rupert l’ oca in corsa tutto agitato con balzi felini fece più in fretta che poté. Quando la mina vagante Pio Pio giunse in cima all’ alto cespuglio,  era tutto sudato, sfiatato e stanchissimo, guardare verso il basso le faceva girare la testa. “Oh dio aveva le vertigini!! “ “Casplitelina mi viene da vomitale!”  in un attimo si senti mancare, così perse l’ equilibrio e precipitò, cercando con le poche forze rimaste di battere le ali, o agguantare i rami, ma niente continuava a precipitare. Penso che sarebbe finita la sua vita, qualcuno lo salvo in tempo, prima di toccare il suolo, un grande pennuto fiondo al volo tenendolo con il becco alla codina gialla, per poi farlo posare a terra.

 L’ adagiò all’ ombra del grande albero, lo accarezzò  un poco finché non si riprese. Poi Rupert con voce autorevole pronuncio la sua ammonizione:”Non provare mai più a volare piccolino.. i pulcini non possono volare!”” Sta attento ho ti farai seriamente del male la prossima volta, e non credo sia giusto che tu faccia preoccupare Cocca d’ Oro.”  Arrivato anche gatto Bastiano aggiunse:”Oooh santo cielo! che paura che mi hai fatto prendere! Lo sai pulcino che non sono più tanto giovane per queste imprese, grazie Rupert per aver fatto in tempo, uffa.. che fatica.” Rupert starnazzò un po’ scuotendo le ali e riprese:”Ma la tua mamma non ti aveva detto niente? Il birba rispose imbarazzato:” In effletti è colpa mia , volevo assomigliale a te Zio lupelt!” Pio aveva gli occhietti tristi, e lo Zio oca Rupert lo consolo (mentre tirava gli occhi su al cielo pensava: ma quando imparerà benedetto figliolo a pronunciare bene il mio nome??) poi aggiunse:” Vedi anche per noi oche è difficile volare, ma non impossibile perché noi possiamo farlo grazie alle ali.” Ora io e nonno Bastiano ti accompagniamo dalla tua mamma, e vedrai quant’ è bello camminare, e se un giorno di questi vuoi fare un giretto.. chiamami!!OK?”

Quel giorno Cocca D’ oro fece Finta di non aver ricevuto la notizia, di ciò che era accaduto, e il pulcino non faceva altro che ricevere le coccole della sua mamma, un po’ preoccupata per questo figlio insofferente.

Pio Pio in cuor suo era tanto pentito per aver nuovamente disobbedito ed esser stato incauto, ancor di più perché notava nello sguardo di sua mamma un velo di tristezza, e questa fu per lui  il più doloroso dei dispiaceri

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