VIA DI CASA 4° episodio

VIA DI CASA 4°

La sera era appena calata a Nuovo Sole, ed invece del solito silenzioso riposo

nella fattoria vi era un gran subbuglio, che proveniva dritto dritto dal pollaio. Era Pio Pio gridava animatamente:

“mammina io ho bisogno di viaggiale, di esplolale il mondo Bastlaaaaaaa!.. Pio Pio non puoi fale questlo Pio Pio non puoi fale

l’ altlo,non vuoi ploplio capile mamma!?! “ Con il broncio guardo la mamma in tono di rimprovero.. sembrava proprio si fossero invertite le parti. E continuò dicendo:“Io sono un psleudo pennuto che ha bisogno di..  di… di vivele!”- Ma perché il pestifero faceva così? (Nessuno poteva immaginare che nei suoi incontri pomeridiani con Eliseo ben appollaiato sul suo dorso, il pulcino; tra una sonnecchiata e l’ altra, era ben attento ai programmi della tv, ovvero di quella che lui definiva  scatola magica. Infatti proprio quel pomeriggio vide un documentario, nel quale un’ uomo barbuto che sembrava un scimmia, tutto ben coperto scalava un monte innevato. E poi un’ altro esploratore che camminava nella giungla ecc. Il programma fini con alla prossima puntata!! E Pio Pio si mise in testa che alla prossima puntata ci sarebbe dovuto essere lui. Ignaro che non sarebbe stato per niente facile.

Certo! era assolutamente convinto che bastasse uscire dalla fattoria esplorare un po’ per diventare un protagonista di scatola magica. Avrebbero visto di cosa sarebbe stato capace!! )

Cocca D’oro era disperata cercando di convincerlo a star calmo: “ mio piccolo pulcino io capisco benissimo, ma non puoi far così, o far quel che vuoi tu. Ci sono regole da rispettare e soprattutto devi imparare a conoscere le cose che puoi o non puoi fare.” Sempre teneramente aggiunse:”Tu sei un pulcino, il mio pulcino e devi stare qua, con me ed i tuoi fratelli , questa è la tua casa!”

Il pulcino era sempre più adirato, ed indispettito;la sua immaturità non gli permetteva di essere ragionevole :”Ma mamma non hai caplitlo che tu mi sof.. sofflochi.. non lespilo più,io ho deciso!”

Cocca era disperata:” puoi sempre vagabondare nell’ orto.. non trovi? ma è questo il tuo posto.” Ormai non ci fu nulla da fare, la dolcissima Cocca D’ Oro non seppe trattenerlo..

Fu così che il dispettoso fece fagotto e andò fuori dal pollaio. Come  era strana.. la sera che calava rendeva tutto più complicato, le forme del giorno era diverse, aveva inciampato varie volte ruzzolato chissà dove, ed anche battuto la testolina in una palizzata, ma questo gli fece pensare, che era proprio un pulcino fantastico, forte, e coraggioso. Ma piano piano il buio si fece sempre più intenso, e quella che prima era semi oscurità, era divenuto l’ oscuro più intenso; le ombre sembravano mostri che volevano assalirlo, e lui correva senza fiato iniziava a sudare freddo quando alle ombre si aggiunsero le voci della notte. I rami sembravano braccia che nello sfiorarlo a lui parevano volessero rapirlo. Era molto scoraggiato.

Fu così che incappò  con un animale che voleva mangiarselo, era un   gufo !ma per un pelo riuscì a salvarsi, buttandosi a terra. Continuava a camminare, e sentiva la stanchezza farsi più grande, era debole sentiva i crampi allo stomaco; tutto ciò lo portò istintivamente a pensare alla cena squisita che la sua mamma gli preparava. Lui che dei suoi numerosi fratelli era il più golosone, ora non aveva ne un vermicello, e ne i semini da mangiare. Penso triste ed infreddolito:”ora i miei fratelli si saranno mangiati anche la mia razione..uffa!”  Sentiva sempre più freddo tremava tutto, e non aveva neppure un po’ di paglia calda su cui adagiarsi, e poi.. quei rumori della notte lo intimorivano, e sebbene sgranasse gli occhi a pallocchi per guardarsi attorno, non vedeva nient’ altro che nero profondo. Riuscì a sedersi su un grosso tronco con il fagotto sulle spalle, si mise a guadare la luna e le stelle:”com’è belloooo, dal pollaio non l’ho visto mai così bello!”  Gli occhi del discolo improvvisamente si fecero languidi, la nota poetica che trasmetteva quel panorama in lontananza vedeva un’ altra fattoria tutta silenziosa e semi illuminata, la nostalgia lo avvolse e lo fece riflettere placcando il suo animo ribelle.

“Ognuno è nel  ploplio nido, con i plopli cali, e la notte non vi è anima viva degli animali abitanti della fattolia.. mi sento così solo, adesso la mia mamma non mi vorrà mai più!” e sospiro profondamente pensando che sarebbe stato imperdonabile. E a voce alta esclamò:“ Sono stato davvelo cattivo!

Dal buio sopraggiunse una voce:”Non essere frignone! .. puoi sempre tornare a casa e chiedere scusa alla mamma? Qualche oretta fa ti ho scambiato per un topo, saresti diventato la mia cena!”disse il grosso Gufo; continuando si presentò:”Molto piacere, io sono il Dottor Moses, dai salta in groppa che ti riporto a casa.!!” Senza tanti convincimenti  il Piccolo si affidò a Moses troppo stanco per obbiettare. Mentre il volo del Gufo spaziava Pio Pio ebbe una breve visione di tutto ciò che era illuminato dalla luna, e gli angoli immensi e bui lo fecero rabbrividire ancora di più. Grato di quell’ incontro si rivolse a Moses:”Allola siamo amici Moses?...io mi chiamo Pio Pio, e vivo nella fattoria di Eliseo e Purissima…” “già… nella fattoria di Nuovo Sole “ ripeté quelle parole con una gioia nel cuore così grande,che sembro al pulcino gli scoppiasse. Continuò a parlare con il nuovo amico che assentì  con un cenno del capo:” Come falò a falmi peldonale dalla mamma?.. puoi dalmi un consiglio?”

Il  Gufo finalmente giunto a destinazione, mise le sue zampone toccando terra e rispose:” beh se sei pentito veramente la mamma  lo capirà, ora vai è già troppo tardi per la tua sì giovane età!” “Ricordati amico gli animali della notte sono assai pericolosi, non cacciarti più in queste avventure. ok?”

I due si salutarono con la promessa di incontrarsi ancora, magari vicino al pollaio. Moses gli promise che gli avrebbe dato lezioni sugli animali notturni. E Pio Pio penso fra se :” ecco questo è quello che stlavo celcando!”

Busso alla porta che era socchiusa e si accorse che Cocca D’ Oro era sull’ uscio ad aspettarlo. I suoi fratelli dormivano, e immensamente pentito mollo in fagotto, per cercare l’ abbraccio della mamma che trovo subito morbido dolce e  meraviglioso come sempre in lacrime pronuncio:” Scusami tanto mamma!!” Pio Pio  ricevette la sua lezione, capendo che mai più sarebbe andato via di casa, addormentandosi singhiozzante fra le braccia di Cocca D’ Oro.

 

Un’ altra mattina di sole, per giocare con i fratelli e gli amici di Nuovo Sole,Pio Pio cantava la canzone preferita da Purissima..(Summertime, Che prima di lei cantò un Signore.. un certo, Louis Armstrong)

Lei si che era bravissima, aveva cantato a teatro quando era giovane,prima ancora di sposarsi con  Eliseo. aveva la voce splendida di un’ usignolo, e portava allegria, agli animali della fattoria.

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