Gianny Mirra
I cani abbaiano
agli angoli delle strade
immerse nel buio della notte
mentre la luna si vela
come un sudario di luce.
Cagne nere nell'oscurità
vagano nei campi di grano
dalle giovani spighe
mosse nell'aria fresca.
Il passo silenzioso
di chi non lascia segni sulla terra
attraversando i giardini di melograni
ed i prati di ciclamini
dietro i cancelli
di bronzo e solitudini infinite.
Proserpina dallo sguardo vitreo
sfiora la fredda pietra
che sbarra le porte del suo regno
dentro una nebbia densa
poche lacrime di dolore.
Al centro della linea
che divide la luce dal buio
guardando chi va
e chi viene dal nulla.
I petali rossi dei papaveri
sanno custodire il segreto
l'elisir dell'oblio
senza ritorno.
Se ne adorna il seno
rigoglioso di stelle
come la notte più profonda
riflessa su un velo
blu scuro.



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