Gianny Mirra
Quanto silenzio quassù
l'ossigeno manca
comincia a girare la testa.
Quanta solitudine sui fianchi rocciosi
la luce troppo forte
potrebbe accecare.
Divento una nuvola
per accarezzarle tutte
una valanga
per scendere sul dorso innevato.
Vorrei essere acqua limpida
per trasformarmi in cascata
dividermi in ruscelli, torrenti, fiumi.
Ascoltare la notte
su altezze immense
guardare il sole nascere
dietro le mie spalle.
Guardare le stelle da vicino
per dirgli quanto sono belle
quanto sono rare.
Sfiorare l'arcobaleno dopo la pioggia
e sentirsi felici
come volare.
Così imponenti e maestose
seni della terra
che crescono rigogliosi
sfidando le vette del cielo
per fargli il solletico dietro le orecchie
sussurrandogli versi d'amore
perchè il cielo ama la terra
e la terra è la sua sposa.



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