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Chang-O
Gianny Mirra
Pubblicata su Athena Millennium il 26/07/2011

La primavera arrivò tardi. I mandorli non erano ancora fioriti mentre poche margherite chiazzavano di bianco e di giallo i verdi prati della regione Hubei. I conigli dalle orecchie lunghe uscivano dalle tane saltellando tra le rocce grigie ed i soffioni volavano nell'aria quasi a voler raggiungere le nuvole, vagabonde viaggiatrici nel cielo d'oriente.
Hubei è una regione a sud della Cina e a nord del Lago Dongting dove gli affluenti del fiume azzurro, si riversano raccogliendosi in un bacino poco profondo. Si dice che un Re-Drago viva in fondo al lago all'ombra dei monti Jiuyi.
Si narrano molte leggende di esseri soprannaturali che abitano le cavità di questa regione. La visione del Serpente bianco, la comparsa della Dea Bambina sulle rive del lago, fenomeni naturali che si manifestano come miracoli spettacolari nel bel mezzo delle notti destate. Yueyang è una città sulle rive del Dongting.
La città è divisa in sei distretti periferici, vanta la bellezza artistica della famosa torre Yueyang. C'erano molti villaggi nel Wuhan, la maggior parte di essi abitati da contadini coltivatori di riso. Gente povera affezzionata alla propria terra.
La luna sorgeva immensa nelle notti stellate, il suo nome era Chang-O.
Nelle notti di luna piena, Chang-O scendeva dalla sua dimora con Yuètù la sua amica lepre suonando dolcemente il flauto d'argento che nascondeva nelle ampie maniche del suo vestito. 
Chang-O camminava silenziosa tra le risaie fertilizzandone la terra. Faceva cadere dalle sue mani una perla di luna che, entrando nella terra, la rendeva feconda e fertile dando abbondanti raccolti e prosperità.
Nelle notti scure, quando la luna si nascondeva alla vista degli uomini, la giovane Dea diventava vecchia e rugosa. Scendeva nelle oscurità degli abissi a consolare le anime dei defunti nella solitudine dei giardini di Feng Du, oltre i cancelli  di Yan Lou, dando loro da bere la coppa dell'oblio.
In quelle notti sentiva il canto d'amore del Re Drago che, dalle profondità del lago, cantava i suoi versi alle stelle. Le sue sette muse della costellazione del drago: Jiao, Kang, Di, Fang, Xin, Wei, Ji.
Amava tutte le costellazioni: L'uccello vermiglio del sud, la Tigre bianca dell'ovest, La Tartaruga nera del nord ed il Drago azzurro dell'est.
Suoi amici erano i quattro Re Dragoni dei mari: il Dragone Celeste, il Dragone Spirituale, il Dragone della Terra ed il Dragone dei tesori nascosti. Ma in un tempo remoto il Re Drago aveva amato perdutamente Ho-oo, la Fenice del sud, nemica dei draghi e dei Naga.
Il loro amore intenso e nascosto fu grande, ma l'eterna lotta tra i draghi e le fenici divisero i loro destini per sempre.
Chang-O se ne stava con la sua lepre affacciata alla torre più alta del  castello d'argento tra il profumo inebriante dei fiori di luna e le magiche lanterne che accendeva per i due innamorati. Era incantata dalla sublime passione che il Re Drago provava per Ho-oo, per i versi d'amore che componeva per lei, dolci come miele di gelso.
Ma un giorno il Libro del Destino scrisse parole amare per i due innamorati ed il loro amore finì perdendosi nella correnti di Feng-Bo, il  conte dei venti.
Un giorno il saggio monaco Dizang, camminava per le rive del lago, riflettendo sul significato della compassione e dell'amore tra gli esseri senzienti. 
Il Re Drago gli apparve davanti prostrandosi ai suoi piedi.
''Saggio Dizang'' disse Re Drago,''benedicimi, dammi una medicina per guarire il mio cuore malato,''lo pregò.
Il monaco lo guardò con profonda compassione e gli rispose: ''Non c'è cura per le pene d'amore. Esse sono dolci dolori da tenere nell'anima come perle di rugiada cadute dalla luna.''
Re Drago rimase deluso ma non si scoraggiò. Si recò dai tre Saggi del cielo: Shoushing, Guang-Ti e Caishen. Questi gli fecero bere una pozione che lo sprofondarono nell'oblio per mille anni. Quando si risvegliò, il Re Drago non ricordava più Ho-oo ma nel suo cuore nutriva una malinconia ed un amore di cui non riusciva a capirne l'origine. Dal giorno del risveglio il Re Drago guardava le stelle così lontane dalla terra e si sentiva come loro, distante, triste. Per questo cantava dei versi d'amore dedicati alle stelle, versi che accarezzavano le profondità di un amore perduto e sepolto tra le nebbie del tempo.
Una notte Chang-O, accese tutte le sue lanterne. Sparse i petali di fiori di luna nel cielo e, mentre gli uomini dormivano nel silenzio dei loro villaggi, scese lentamente suonando il suo piffero d'argento.
Il Re Drago aveva cominciato a cantare i suoi versi alle stelle, quando vide migliaia di petali luminosi che piovevano dal cielo. Milioni di lanterne rosse volavano sulle montagne di Jiuyi. Smise di cantare e guardò quel miracolo in silenzio. Poi ascoltò qualcosa che proveniva dall'alto, sembrava la dolcissima musica di un flauto, e mentre si lasciava andare alle note d'acqua della canzone, vide Chang-O camminare sulle acque del lago, bellissima e splendente come la luna.
I lunghi veli del suo vestito volavano nella notte confondendosi con i raggi di luce del suo splendore. Il viso bianco e delicato come magnolie d'oriente brillava perlaceo alla luce delle stelle. Fiori di loto galleggiavano sotto ai suoi piedi, mentre un vento tiepido portava il profumo dei fiori di pesco sulla superficie del lago color bronzo scuro.
Il Re Drago apparve sulle acque, in piedi su un piccola barca di legno di sandalo con meravigliose peonie lilla ai bordi dell'imbarcazione. 
In una mano reggeva una lanterna accesa, nell'altra  una sfera di luce verde, simbolo della natura.
Il suo cuore si sentì pieno di calore come se una nuova energia fosse entrata a guarire ferite antiche e profonde. Un balsamo che spazzava via la sofferenza per far posto alla felicità che nasceva come petali di luna dagli occhi di Chang-O.
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