Gianny Mirra
Triste il giorno
si dispone in lunghe file
appoggiate a muri
che cadono facilmente.
Malinconica la mente
se ne va a spasso tra i ricordi
conservati in cassetti
chiusi con lucchetti vecchi.
Spalle indolenzite
sguardi mesti, abbassati,
per un piatto caldo tra le mani
quanta dignità gettata in pasto
al cinismo.
Come diventano vicini gli orizzonti
e come son lontane le speranze
relegate in posti fuori mano
che non conta più distanze.
E piove e piove
o fa troppo caldo con sole cocente,
le scarpe bucate e scomode
a pestare asfalto rovente.
In inverno si muore davvero
il freddo è tagliente
come una lama di rasoio,
mentre in estate i ragazzi bruciano
cartoni dove dentro
dormono esseri umani.
Triste è il pianto
quando le lacrime cadono
e non s'arrestano.
A chi vuoi che importi del dolore
che fa scoppiare l'anima
e la testa.
@Gianny Mirra



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