Gianny Mirra
Sono nato da un seme
che portava un raggio di luce
dentro un oceano
buio.
Le sue radici
hanno cercato nel fango
di un ventre fatto d'acqua
e fuoco.
Ora, cosa è diventato?
I germogli hanno aperto
un varco
verso il cielo
e niente
ha potuto dissuaderli
dal guardare la luna
nelle notti scure.
E' stata una corsa
che non si è mai fermata
davanti a simboli di pietra
sorti lungo la strada.
Aprendo le braccia
toccavo i confini dell'universo
con le dita.
Non erano lacrime di dolore
che scendevano dai miei occhi
ma gocce di felicità
da cercare
nel mondo.
Quante volte ho aspettato
che i segni scritti su rotoli di sole
mi parlassero
dell'eternità.
Ma ho capito
che non siamo fatti per essa,
nel nostro involucro corruttibile
dal tempo.
''Vieni,'' mi disse qualcuno.
-ma non saprei dirti, dove andrai-
''Vai,'' mi disse la sua voce,
-non illuderti, di poter capire
quello che il vuoto
ha deciso di tenere
per sè-
Un fiotto di magma incandescente
è uscito dalla mia testa.
Il soffio ectoplasmico
della disperata ricerca
di vivere oltre
la crosta dell'esistenza.
@Gianny Mirra



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