Sul concetto di sublime

Sul concetto di sublime

 

Si dovrebbe tornare a kant nell’ottocento filosofo del romanticismo

Ha e non ha a che fare più con l’epoca moderna, superata
ampiamente la modernità

Dall’attuale epoca che precorre i tempi e li raggiunge in
fretta, siamo nel post del moderno più moderno

Dove è la contemporaneità a sconfiggere e stravolgere ogni
concetto concettuale antico e attuale usando anche materiali riciclati delle
discariche, in una ricerca spasmodica di una originalità che è surrogato d’ogni
idea , anche la più banale che si poggia su un laser elementare, dove ogni tanto l'artista
coadiuvato dalla scienza produce assemblaggi d'arte o del sublime O sculture dove ogni significato viene a perdersi compreso quel concetto di bellezza e di sublime del tutto superato perché non più
aderente a niente, rimanendo classico o romantico e appartenente a ciò che è classico o neoclassico.

 

Una piccola parentesi, visto che ci siamo.

 

(Leggere quel che viene scritto nel web, specialmente e soprattutto su alcuni siti, rimasti all’antitesi della poeticità o dell'arte per massima ignoranza, ignoranza voluta e cercata, ma del tutto priva di semplicità o sfoggiata addirittura come semplicità, quando è superflua fuor di luogo arcadica, o così accentuatamente accademica, quindi falsa o facile scontata conoscenza, come proprio a difesa e per nascondere quell' incapacità. Spesso privi anche di ogni spontaneità, o ricalcanti forme poetiche che farebbero cagare chiunque sarebbe ancora molto peggio). 

Diversamente e altrove talvolta o spesso la ricerca od anche la sperimentazione se supportata in arte da una discreta buona conoscenza del preesistente Riesce a dare dei frutti acerbi oppure maturi di un certo rilievo,  ma a parlare o a definire una creazione artistica , peggio ancora uno scritto poetico privo d’ogni valenza e di qualsivoglia forma e significato, tranne quello più scontato e più
banale, tipico e consueto, alla pari di quello per es., di certi siti web, come sublime, o semplicemente come bello, ci vuole davvero molto coraggio, evidentemente non possedendo nessuna
cognizione e nessun senso Critico, forse solo per indulgenza,  per un senso di partecipazione, dove ogni cosa anche quella pessima, vista da un certo angolo e in quel fosco contesto,
acquisisce o acquisirebbe una simpatia di partecipazione solo,  non della forma quindi, e non del contenuto, ma soltanto dell'opinione.

 

Sul concetto di poesia ci torneremo, anche perché attualmente difficile da definire, e la critica che è inesistente
non se ne occupa , o esalta soltanto al positivo per motivi molto ovvi,  come è ovvio che scrivere cavolate nel vero senso della parola, e con rigurgiti, quando sono metodiche Senza alcuna originalità e nessun tentativo, tranne quello di dire solo quello che canonicamente è la parola di un abusato buon cristiano, giusto o comandato nella fesseria atroce di chi le scrive, il pastore trovando consensi e l'altro no, è molto facile; ancora più facile che scrivere cavolate oneste in modo semplice e spontaneo , ma almeno un attimo pensate e un minimo sentite , e per quello ancora scusabili e accettabili. Parentesi chiusa. 

 

Sublime è una parola che descrive una cosa che ha a che
vedere con ciò che è di molto o infinitamente superiore al consueto

E rivelatrice o rivelatore ai sensi  e di rimando al cervello, di un mistero
profondamente bello ed enigmatico, di un particolare sentire che va oltre all'usuale,

un contrasto che può elevarsi persino nell’orrido,
negli abissi insondabili delle nevi dei ghiacci o delle altezze , un pensiero od una

immagine come miracolosa , straordinaria, nella bellezza naturale , o una rievocazione

nell'ideale, una profondità di pensiero e di bellezza come magica, in ciò che è comunemente sentito

come unico ,  mistico, religioso, immanente misterioso e al di là quasi dei sensi.

che fa pensare all’infinito all’immenso e a qualcosa di molto superiore
all’umano, al non riducibile o al sovrannaturale, all’intuizione del momento
che poi si perderebbe,  e per questo poetico o artistico

Frutto di non si sa quale comunque esistente capacità
momentanea nella resa descrittiva o artistica del talento, che imprime
un’enfasi staccandosi del tutto o per niente,  senza necessariamente dover staccarsi dal
quotidiano, ma rivelandone momenti di straordinaria commozione e bellezza fino allo stupore nel piacere donato, o fino al pianto nell'empatia della contemplazione, ridando in ogni caso un profondo senso umano e di umanità vissuta o profondamente sentita.

Cosa di certo non facile, eppure quella capacità a volte esiste anche nella poesia, anche perchè i grandi poeti credo che li abbiamo letti tutti , o forse mi sbaglio?  Così come i grandi scrittori, che ci rimandano

alla storia della nostra vita. e detto in piccolo o in grande , è forse proprio quello il vero o più grande mistero.

 

 

Precisando che la bellezza è ovunque, il contrasto è ovunque, ma non a tutti è dato di coglierlo.

 

 

Sublime è solitamente la natura il paesaggio delle rocce che cadono a picco sul mare la bellezza delle forze naturali di un evento .

Sublime era anche infatti la pittura ,l’arte, quella di van
gogh, o di leonardo, ma dopo avere rivisto e visto i loro capolavori ,
serializzati in tutto e per tutto anche da andy wharol, dove l’arte pop ha
trangugiato l’idea della sublimità, per massificarla e renderla alla portata di
tutti e di nessuno , anche perché i paesaggi sono spariti, non si può dire che
sia sublime il lavoro di duchamp, l'orinatoio , ma che abbia significato quale
la provocazione e la realtà del concetto di sublime già superato allora, si.

Cosi come diversamente attuata da andi wharol e tanti altri dopo di lui.

Nelle forme e nelle modalità che comunque hanno raggiunto oltre all'intento provocatorio

o con altri diversi intenti, una forma in ogni caso d'arte, seppure tornando indietro obbligatoriamente, nella nostra società di massa (per fortuna e per civiltà, più libertaria e democratica), obbligatoriamente seriale.

Il sublime non esiste più oppure tutto quanto è sublime, lo potrebbe essere per taluno o molti , a quel punto, anche il fetore che emana una merda, specie se di autore. Vista anche la coprofilia e pornografia Attuale dilagante e il mettere a nudo e il volere disossare attuale e sempre più specifico in un campo o in un altro.

 

È chiaro che le persone restino sentimentali, passionali o
romantiche, le donne soprattutto, ma anche gli uomini, e così comunemente, che
quando s’innamorano è quello il loro sublime e altro non esiste.

Ma il romanticismo, anche se non è superato è morto, così
come è morta la fase storica precedente ad essa Quella dell’illuminismo, più razionale e logico , dove non mancava di certo il sentimento, forse solo più avveduto. Le due fasi comunque, quella
della ragione e quella dell’irrazionale e del romantico, o del sentimento, si alternano sempre nell’uomo, ma  per elevarsi in arte o in ciò che si valuta e che si ritiene come tale, ci vorrebbe
davvero molto talento unitamente alla passione.

Ma è quando si uniscono che irrompono completamente dando i loro frutti migliori nell’ideale del pensiero che diviene azione veramente creativa e sociale , ribaltando tutto.  le due
tendenze dovrebbero unirsi , come uomo e donna completandosi e generando,  le cose migliori.

 

Credo che sublime , sia una cosa infinitamente bella, e che
essa quindi sia ancora più dell’amore (insenso stretto o fisico), che si avvicini allo stupore infantile
unito all’innamoramento, poiché discerne dalla ragione e s’aggrappa al puro
sentimento, ma anche il sentimento deve rivelare che dipende tutto quanto dalla
ragione e dal cervello dalle idee e visioni precedenti formatesi e
dall’educazione e/o dal grado rivestito nella scala sociale, ovvero in funzione
di tante e di tantissime cose altre e del grado di civiltà, dall'epoca, dalla moda, dal quel Rivestito Senso Comune Senso attuale, di quello che normalmente o sublimemente ci si deve o ci sipuò stupire,  o prescindendo da
esso, ma in quel caso rimarrebbe soltanto meraviglia,  scollegata completamente e istintuale , una
parola abusata e nei contesti più falsati senza una valutazione come un suono
dolce in un momento dolce e soltanto soggettivo. difficile quindi dire e definire, forse ogni concetto di sublime è inadeguato,  in effetti non corrisponde proprio più a niente, poichè o troppo individuale o troppo massmediatomistificato, ne sarebe esempio la pubblicità che ha del resto(senza sapere se nata è prima l'uovo o la gallina), preso tutto dall'arte pop e ancora di prima molto ancora, dai poeti, dal movimento futurista, e da lì è partita, in uno scambio vicendevole ora, come a tutt'oggi, fenomeno che ora diviene fatto di enorme portata comunicativa, servendosi di linguaggi che hanno a che vedere

o che spesso suggeriscono un'idea poetica, comunque del tutto tramontata, e per me scandaloso il fatto che poeti (una volta),  musicisti, o attori famosi, vi si prestino ora e ancora, ad esempio per fare pubblicità come incantando ad un' automobile di lusso, cosa che io ritengo vergognosa.

aggiungo che vorrei sapere quanto sono pagati per l'appunto quelle intermediazioni così sociali e perfette da elevarsi a simboli ed a marchi per l'ostentazione dei prodigi e il mantenimento delle promesse, difficili da distinguere da scenografie filmiche di maestria, o grandi messaggi morali di giustizia e libertà, in un tutt'uno, commensurabile all'esigenza della massima massificazione.

La poesia non è mai sublime o non lo è più semmai lo sia stata in precedenza (ma ancora molto meno secondo lo scrivente, lo possono essere quei perfetti e mistificanti della realtà, messaggi grandiosi e umanitari di certe pubblicità vergognose, sempre a mio avviso, per vendere dei telefoni quando poi si servono di massime o aforismi o peronaggi storici di grande rilievo o poeti addirittura e con ostenzazione degli stessi che vi si prestano).  

già definire e inquadrare una cosa scritta come poesia presupporrebbe un aspetto critico necessario ,
valutata l’originalità o la comunicatività, e per lo meno le intenzioni del
sentimento espresso poiché non può avere quell’efficacia, anche se la passione
per una cosa sia comunque già di per sé sublime in quanto passione e amore per
una materia che può essere anche la fisica ugualmente o la meccanica o il gioco
del lotto. Credo comunque che il concetto di sublime possa essere adeguato,
ancora adesso, ma non nell’arte , e negando quindi quasi completamente l’arte
attuale, connaturato nella felicità quando non è astrazione ma splendore della
visione e del momento vissuto come sentimento vero al di là da ogni finzione.

Perché quelle caratteristiche non può più contenerle per come si è connaturata  e ammodernata e
serializzata, rispondendo ai bisogni attuali, senza specificare gli interessi
che circolano attorno ad essa, dove io di spontaneo trovo ancora delle cose, ma
di sublime difficilmente hanno qualcosa,  l’arte è ora puro calcolo metodico, sempre creativo,
ma obbediente ad ordini precisi e rispondenze di massa, nel design e in tutta l’arte
odierna , che diviene un prodotto alla pari di altri nel mercato, come arredare
o generare spettacolo

Credo comunque che sia la musica fra le cosiddette arti, ad essere la più sublime se ciò è ed esiste ,

in quanto trasporto collettivo e singolare , vista sotto l’aspetto inspiegabile, apparentemente magico, proprio perché voce e suono che va al di là della parola, la più comunicativa in
assoluto, ma anche nella musica, la monotonia e la serialità delle composizioni
sul tipo del rap o del new age, non hanno la portata e non rispondono su una
linea che non ha più una scala e dove risalta la piattezza.

Una cosa però è certa il concetto di sublime non si può più
adattare alla poesia,  perché la parola
ha i suoi limiti ed è difficile che affascini a quel punto da incantare,
quand’anco lo fosse rimarrebbe incompresa, e dovrebbe avere caratteristiche
tali da evocare con le parole un certo piacere o stupore rimandando all’insondabile.
Cosa che non sarebbe nemmeno più di moda o attuale. Vista anche la sua
serialità conforme e riprodotta, dove non è più nemmeno possibile apprezzarne la spontaneità, divenendo spesso  volgare e priva anche della forma, sintetica all’ossessione, spasmodica nella volgarità e bruttezza quasi totale.

Spesso,  o troppo spesso, soltanto uno specchio per allodole.

Ma tutto questo ancora con riserva, perché credo che la poesia, sublime a parte, abbia ancora molto da dire e da esprimere, poi la scrittura diviene un capitolo a
se stante.    C’è bisogno di poesia e di scrittori , sia nell’uno modo che nell’altro, in grado di comunicare sempre e in modo nuovo grandi e piccole emozioni,  cose e sentimenti.  Gli strumenti allora che sono quasi sempre quelli, però sempre più arricchiti e fini, raccontano storie, situazioni, sentimenti, nel bene nel male o emozioni ; nella capacità, nell’estrosità e nella novità della contemporaneità e dell'epoca con le cose proprie dell'epoca,  attualizzata nel profondo. Il piacere della lettura resta così, come sempre, uno dei piaceri più grandi.

 

C'è bisogno, si,   nella realtà più che altro e soprattutto, di persone per bene, con dei valori , con dei sentimenti, leali ed oneste,

così come in teoria sono o dovrebbero essere, o sarebbero  i "poeti"  .    

 

 

Nota:    scritto per il mio piacere di scrivere, esponendo dei miei punti di vista, anche limitati nel tempo e che non possono comunque essere definitivi.  Concludendo...:    una bella poesia resta sempre e comunque una bella poesia,  la si riconosce, desta, suscita, e la si legge sempre con piacere o volentieri.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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