Polvere di stelle

 

Polvere di Stelle

 

 

Una polvere di stelle era quel suo delicato roseo bacio puntellato tra gli zigomi brillanti delle guance di minuscole stelline,  umido impensato Minorenne luminoso Schiuso a me donato amato magro di vietato e d’impensato di negato,  e di velluto era il suo viso piccolo Fantasticato  di una notte
semplice che si fermò, quando lei mi baciò ma così dolcemente e delicatamente,
Spontaneamente sulla bocca senza una parola, tranne il piacere di baciarla e ribaciarla a mia volta Che avrei fatto di tutto perché esso era purpureo e puro come la polvere delle stelle che si posò un attimo E che svanì in un attimo Mentre io rimasi a interpellare me stesso pensando e ripensando le sue tettine e le sue stelline che di sicuro avrei amato.  Lei era così dolce e graziosa incantevolmente
bella e talmente pura era la sua pelle. 
Era pura e dolce e incantevole come la sua luna di quella notte di polvere luminescente che ti lasciava nella notte argentea,  ed era spontanea come quella del sogno che ti
lasciava perché a mezzanotte svaniva con il mare e i colli e l’altalena,  e il divampare dell’arco possibile dell’inutile, perché era lei viva e argentina così fanciulla e pura e bella che
così doveva restare nella polvere di quelle stelle,  Che non s’incontrano mai e che si sfiorano
per il piacere di dirti si amo la tua bellezza, di te amo tutto o qualcosa senza sapere cosa, perché sono venuta un attimo da te perché ti ho visto e ho visto in te tutto o qualcosa e io altrettanto, ho visto la tua femminea desiderabile stupenda lineare apparenza , ed eri piccola, la mia intima amica dei miei giochi e puri dei miei sogni più puri che ho avuto e che non ho avuto, la tua polvere di stelle quella pura polvere delle tue ciglia dei tuoi occhi delle tue labbra della tua bocca del tuo bacio piccolo di come allora, vero e latente.

Era lei la femmina degli amori che ti vengono attorno come bambini e che tu avresti senz’altro amato, ma che hai amato in quel momento spontaneo che non avresti mai pensato.

Ora è quella polvere di argenteo stupore che tu ora accarezzi attento a non sciuparla e che rivedi sparsa, della quale hai visto la bellezza, l’infanzia di quella giovinezza, il suo candore casuale riportato e che non sta più sulla terra, soltanto polvere di quelle stelle, ma delicatamente posatasi sulla tua pelle.

 

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