Sulla consonanza, l'assonanza e l'anonliteratura

Sulla consonanza, l’assonanza , e l’allitterazione

(rime superflue (controcultura, mica tanto )

 

Tot gli Enzi

Ien di lunga Onzi

Di gran Onzi

Ma non gonzi, alcuni si e anche molto , e non soltanto alcuni, molti tronfi

 

Ien di tan che son di onzi

Che si gonfi come oronzi 

agli bronzi degli bonzi

Così che  s t + r

Di sti enfi  come onzi

Come enzi come onzo  che si tronfi !

 

 

La erre consonante con la t e con la esse

(una delle poche parole italiane con tre consonanti unite, come loro infatti )

Rifacendosi a uno stronzio

Il cui numero atomico

Sembra non pesare sulla bilancia

Solo poche molecole

Peso atomico, però moltiplicato per tanti od uno solo al vertice

Tendente all’infinito, sulla terra le molecole di quel tipo

in effetti Sono tante, e non mancano mai, così che

che gli enzi e gli onzi così si riproducono facilmente

come lo stronzio particolarmente dannoso in quanto ha un tempo di dimezzamento molto lungo e si fissa nelle ossa.

Il guaio gli è che sono molti, e anche allitterando. Tra isotopi topi e tipi di peti omani mezzi p ro eti  p r eti, falsi preti, teppisti linustipisti, libellanti di libelli molalisti, grammi molecole, senza mole, allotropi proliferando senza prole, merda !

 

 

 

Elemento chimico, scoperto da A. Crawford nel 1790 e isolato per via elettrolitica da H. Davy nel 1808; appartiene al gruppo IIA del sistema periodico (elementi alcalino-terrosi); simbolo Sr, numero atomico 38, peso atomico 87,62. Sono noti gli isotopi naturali 8438Sr (0,56%), 8638Sr (9,86%), 8738Sr (7,02%), 8838Sr (82,56); si conoscono inoltre numerosi isotopi artificiali tra i quali 9038Sr, che è uno dei principali componenti del fall out, particolarmente dannoso in quanto ha un tempo di dimezzamento molto lungo e si fissa nelle ossa.

Lo s. si trova in natura principalmente come minerale sotto forma di solfato (SrSO4, celestina) e di carbonato (SrCO3, stronzianite), ed entra nella composizione di rocce magmatiche e ignee; è anche contenuto nell’acqua del mare, in alcune acque minerali, nelle ceneri delle alghe del genere Fucus vesciculosus e nella conchiglia di alcuni Molluschi. È un metallo bianco argenteo, duttile e malleabile, che fonde a circa 770 °C e bolle a 1380 °C, di densità 2,6 g/cm3 (a 20 °C). Esiste in tre forme allotropiche, delle quali quella stabile a temperatura ordinaria cristallizza nel sistema cubico a facce centrate. Si prepara per elettrolisi del cloruro fuso o per riduzione dell’ossido con alluminio a circa 1200 °C. Le sue proprietà chimiche sono analoghe a quelle del calcio e del bario. Si comporta da bivalente e riscaldato all’aria o in ossigeno brucia dando l’ossido SrO; con l’idrogeno forma un idruro stabile. S’impiega prevalentemente sotto forma di sali che si preparano a partire dal carbonato o dal solfato. Come per il calcio, parte dei sali di s. sono solubili in acqua (cloruro, bromuro, nitrato ecc.) mentre altri sali sono insolubili (solfato, carbonato, fosfato ecc.); i sali di s. colorano la fiamma in rosso scarlatto e perciò sono usati in pirotecnica, come componenti di fuochi artificiali.

 

Contro cultura , mica tanto. più contro quello che non è cultura.

 

 

 

 

 

Altre opere di questo autore