Salvatore Armando Santoro
Quando la morte
si sarà stancata di giocare a rimpiattino con me
e staccherà finalmente la spina
qualcuno cercherà di mettere ordine
tra le mie carte ammucchiate alla rinfusa
e leggerà i miei quaderni
con dei versi appuntati.
Forse sorriderà,
forse mi compiangerà
per aver sprecato il mio tempo
inseguendo amori sbagliati.
L’insegnante con la brama d’amore,
che non aveva mai provato davvero
e mai avrebbe potuto dare,
la giovinetta insoddisfatta
che rincorreva trasgressioni
e sogni proibiti
inseguendo un amore maturo,
la commessa permalosa
che l’aveva stancato già al primo incontro
e che non l’avrebbe mai capito
tanto era diversa e lontana.
Forse dai suoi versi salterà fuori l’amore vero:
quello ultimo avuto, che al telefono
gli ripeteva ancora “ti voglio bene”,
o quello antico,
che riempiva ancora i suoi sogni
e che l’illudeva di vederlo bambino



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