primo giorno di luglio
viola bosio
viola bosio
Pubblicata su Athena Millennium il 10/07/2009
Oggi ho bisogno di facce di visi e di sguardi. Un foglio mancato, una regola infranta ha disintegrato il mio ordine imperfetto. Ho bisogno di commessi gentili e gente che cammina e che vedo indaffarata andare e lavorare. Ho bisogno di gentilezza, di quella anonima cortesia che non ti legge dentro ma ti accetta comunque. Perché oggi quel senso di implosione, quel vuoto pneumatico del respiro trattenuto mi ha sbriciolato l'animo e i pezzetti sparsi vagano per le strade. I frammenti delle schegge di vetro dell'aria di Montale li sento conficcati nella schiena, negli occhi e sotto i piedi. E per lenire questo assurdo pianto interiore, non posso fare altro che scrivere, guardare negli occhi la gente, sorridere e camminare fino a che i piedi e le mani saranno consunti e sanguinanti. L'annientamento, la colonna d'aria del peso sulla mia testa è invisibile ma è peggio di un acido: corrode i rapporti tra i miei consiglieri interni, e le mie personificazioni affettive e le fa litigare rendendosi instabile, squilibrata, oscillante fra sentimenti contrastanti. Oggi sono pazza e nessuno dei passanti lo indovinerebbe vedendomi così graziosa e cortese, pensando dentro me solo rose, invece di acuminati e luccicanti spilli nel mio cuore e nel mio cervello.
Oggi ho bisogno di facce di visi e di sguardi. Un foglio mancato, una regola infranta ha disintegrato il mio ordine imperfetto. Ho bisogno di commessi gentili e gente che cammina e che vedo indaffarata andare e lavorare. Ho bisogno di gentilezza, di quella anonima cortesia che non ti legge dentro ma ti accetta comunque. Perché oggi quel senso di implosione, quel vuoto pneumatico del respiro trattenuto mi ha sbriciolato l'animo e i pezzetti sparsi vagano per le strade. I frammenti delle schegge di vetro dell'aria di Montale li sento conficcati nella schiena, negli occhi e sotto i piedi. E per lenire questo assurdo pianto interiore, non posso fare altro che scrivere, guardare negli occhi la gente, sorridere e camminare fino a che i piedi e le mani saranno consunti e sanguinanti. L'annientamento, la colonna d'aria del peso sulla mia testa è invisibile ma è peggio di un acido: corrode i rapporti tra i miei consiglieri interni, e le mie personificazioni affettive e le fa litigare rendendosi instabile, squilibrata, oscillante fra sentimenti contrastanti. Oggi sono pazza e nessuno dei passanti lo indovinerebbe vedendomi così graziosa e cortese, pensando dentro me solo rose, invece di acuminati e luccicanti spilli nel mio cuore e nel mio cervello.
3 Commenti
11/07/2009 - Renato
Ci sono giorni così, giorni da fachiro sdraiato su un letto di spilli ... letto volentieri
10/07/2009 - cantastorie
ah, violetta...violetta...vichinga e ribelle! quella colonna della pressione non è barometrica...Un abbraccio forte e...sù, prendiamoci un caffè!
10/07/2009 - fiorella
troppo spesso la gente fa finta di non accorgersi di questi spilli conficcati nel cuore altrui, anche se si sorride sempre, ma,è impossibile non vederli e non sentire l'urlo di dolore di chi sta piangendo in silenzio, l'eterno egoismo altrui...anzi sono anche contenti che stai così male e c'infilano altri spilli nel tuo cuore (molto condivisa sembra scritta da me per il mio stato d'animo)
1
Altre opere di questo autore
Le opere sono selezionate in modo casuale tra tutte quelle pubblicate
Pubblicità



indietro

