Ti porter? dove dimora la luce

Ho costruito una macchina spaziale dalle guarniture alate.
Un poema di metallo extravettoriale a propulsione multiplex.

Sul display del laptop inizia la procedura alla rovescia, si sgancia la capsula e ti sussurra il poeta: "Ti porterò dove dimora la luce. Ci sposteremo in rapido volo, con energia, con precisione. Così proiettati fra le costellazioni; saremo simili a segni zodiacali luminosi ai confini dell'universo. Guarda nei miei occhi. Nello specchio immobile del mio iride leggerai le mappe stellari e l'impronta di quei desideri che cerchiamo misurerà l'eternità della distanza."

Altre opere di questo autore