Canto notturno

Fosti tu spada e garza vento nella quiete orma nella neve, d?un reale sogno protagonista aguzzino della mia follia nel delirio d'un?utopica pace. E chiusero i vespri gli occhi stanchi, e sorpresero le aurore il cadere delle stelle sull?immoto mare che placava i tormenti. Ma nulla vince l?oltraggio del tempo, tutto scemando va all?aria cupa, tutto, se non all?unisono un duetto soave nel grembo antico d?un rapace amore.

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