Il poeta barbone e il cane

Quel vecchio pescatore Spesso domando a me stesso chi siamo o cosa siamo diventati, del bel paese che eravamo, fatto di colline, montagne innevate, e di vini antichi, nati da viti disperse di fianco a brulli sentieri, ora quasi nulla. Questo niente diverso, crudo, atroce qualunquismo, figlio di coscienze stordite, illumina le nostre vie, i nostri animi gaudenti. Ma c?? ancora il mare, che non ? cambiato, sempre verde azzurro, dai gabbiani sorvolato, ? l?, ci guarda, osserva proprio noi, con stralunata aria, quasi umano, ci commisera, in silenzio. Solo l?andirivieni di spumeggianti onde, lo fa parlare, e uno stanco pescatore, che ammira conchiglie, in attesa di una sera, diversa e fiera, gli parla. I nostri migliori anni, Giulia. I nostri giorni migliori li abbiamo trascorsi tra continue dormite, giocando a nascondino nei cortili, andando a pesca con canne usate. Sognando, con la musica dei Pink Floyd, volevamo abbattere il muro. Non ? vero ragazza triste? E le nostre ginocchia sbucciate dalle cadute sul cemento, che per noi era come un verde prato, le ricordi? D?estate viaggiavamo con la mente verso deserte spiagge, con secchiello e paletta, a costruire castelli di sabbia. E tu eri la Regina, io il tuo timido Re. Non ricordi nulla vero? Sei cambiata, sei scomparsa dietro una siringa usata, e non vedi, non vivi. Respiri appena, e con te il tuo sguardo, maledettamente spento. Il poeta barbone e il cane Carezzevole mano, bisbigliante sillaba, e la paura di muoversi, di tessere una forma d?uomo. Vergine paura, prima mai avuta, erano gli anni forse? Pochi, incoscienti. Adesso tutto ? cambiato. Dobbiamo superare vecchi ponti a piedi scalzi amico mio cane, e non bisogna tremare, non ? permesso, bisogna andare avanti, superarsi, raggiungere la vetta. Che cos?? questo rumore che illude i miei sensi? Il futuro?! Ma cos???! Taccio, non so! Dicono che bisogna guadagnare un sacco di soldi, ma io vorrei ammirare le nuvole l? in alto. In alto, l?, le vedi?

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