Ad un amico impertinente

 

Cos’è successo?

Sciocche risate
nei momenti
di fragilità.

Sorrisi
sbocciati sinceri
e nascosti.

Occhi negli occhi,
occhi su di me,
i miei occhi a terra,
i tuoi occhi in su.

Pensieri audaci,
la voglia,
il coraggio di fare
e di essere.
La timidezza
di essere,
di fare
e di dare.


Il coraggio
di fare meglio.

Il contrasto.
La contraddizione.
La resa e
l’offesa vigliacca.

La rabbia
incontrollata
(dominata!)
che sbuffa,
dice parolacce,
poi si perde
in una risata
e un… vabbè.

L’attesa,
la speranza,
l’ossessione,
la pazienza.

La follia,
l’equilibrio,
la follia,
l’equilibrio.

La follia:
insensata,
istintiva.
Le budella
contorte.

L’equilibrio:
il lavoro ben fatto,
una battuta
al telefono,
la calma,
l’ironia,
la forza,
un affetto fluido.

L’autocompiacimento.
L’autocommiserazione.

Le cose che non sai.
Le cose che non so.

 

Ci sei.

Ci sono.


Chissà dove.

Chissà perché.

 

Chissà perché no.

 

Ti devo molto,
amico impertinente.
Disegnami come vuoi.




[15.06.2017]

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