Avrei preferito morire

Adriana, guardava con indifferenza il volto del dottore, nonostante avesse lo sguardo sui fogli delle analisi; si capiva benissimo che doveva dirle qualcosa e non sapeva come cominciare. ?Adriana, sei venuta sola?? Le chiese, rigirando la penna fra le mani. ?Lo sai benissimo che tutte le mie visite le ho fatte sempre da sola. Per favore Marco, non portarla per le lunghe e dimmi tutto, senza girarci intorno.? Le rispose. Aveva solo voglia di andarsene, non le importava niente di quello che aveva di dirle. ?Vedi cara, forse sarebbe meglio se passassi stasera da te, cos? c?? anche tuo marito e?? ?Stiamo parlando della mia salute, quindi vieni al dunque, ti prego.? Disse Adriana, fissandolo negli occhi. ?Difficile per me, ti conosco da una vita?vedi c?? un problema; insomma devi assolutamente ricoverarti.? Mormor?, quasi parlasse pi? a se stesso che a lei, non riuscendo a trovare le parole per continuare. ?Ok, lo dico io cos? ti risparmio la fatica?? un cancro vero?? Disse con voce fredda, come se parlasse di un?altra persona. ?Temo di si. Dobbiamo intervenire al pi? presto.? ?Va bene, ti far? sapere domani; ora scusami ma devo andare.? Replic?, tranquillamente, alzandosi dalla sedia, prese la borsa e la giacca e si avvi? verso la porta. ?Aspetta, ti accompagno, non puoi guidare ora.? La insegu? Marco. ?No grazie, sto benissimo, ho solo bisogno di restare sola.? Rispose, chiudendosi la porta alle spalle. Fuori il sole brillava alto, fregandosene di lei e del suo dolore. Sembrer? strano, ma ad Adriana non importava nulla di quello che le aveva appena detto il dottore. Nel suo cuore c?era un dolore ben pi? grande, che la faceva soffrire. La fine del suo amore con Lorenzo. Forse questa era la soluzione migliore per i suoi problemi. Avrebbe smesso di vivere per volere di Qualcuno e non perch? lo aveva deciso lei. Questo pensiero le diede, per un attimo, una sensazione di pace e di benessere interiore. Cosa importava come avrebbe messo fine ai suoi giorni? Lei era gi? morta dentro, anche se nessuno se n?era accorto. Cammin? a lungo, guardandosi intorno, tutto le sembrava diverso ora. C?era una cosa che doveva necessariamente fare, prima che fosse stato troppo tardi. Il giorno dopo part?, non disse dove sarebbe andata, n? quando sarebbe tornata. Era nella sua citt?, respirava la stessa aria, anche se sapeva che non avrebbe potuto fare altro che questo. Le sembrava cos? di essergli accanto, almeno per una volta. And? al suo indirizzo e rimase l?, a fissare le finestre, finch? non scese la notte. Aveva sperato di poterlo vedere senza essere vista. Che stupida! Magari gli era passato davanti e neppure se n?era accorta. Gi?? perch? l?assurdo di questa storia ? che lei non lo conosceva. Aveva sperato che il cuore le suggerisse qualcosa; ma non era accaduto niente. Con il telefono fra le mani, fece pi? volte il suo numero, per chiudere prima ancora d?inviare la chiamata. Lorenzo era stato chiaro; non voleva che lei lo cercasse; neppure se fosse stata per morire. ?Che ci faccio qui?? Si chiese, stringendosi la giacca, mentre rabbrividiva. Volse un'ultima volta il viso verso le finestre, dove ora si erano accese le luci. Con gli occhi pieni di pianto, rest? a guardare, immaginando che lui si affacciasse ?la vedesse e corresse gi? ad abbracciarla. ?Non accadr? mai, vero amore mio? Sono venuta fin qui, per poterti dire addio da vicino, l? ho fatto; posso anche andare?ti amo.? Disse rivolta a un lui, immaginario. Il tempo ? passato; tutto si ? risolto. Adriana non morir?, almeno non adesso. E? viva, tutti possono ancora vederla, abbracciarla, toccarla. Sono felici, ed esprimono, con mille attenzioni, la gioia per il pericolo superato. Lei no! Il suo cuore sanguina ancora per un amore finito. Non riesce proprio a gioire d'essere ancora qui; chiusa in un corpo senza vita.

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