Il pane caldo

Basta un po' d'acqua,
intercalare mano e cervello nell'impalpabile evanescenza del grano
che subito lievita una sensazione
e il pensiero si piega all'inverno inoltrato.


Terra di bronzo che respira lenta e dorme,
il risveglio sarà una schiena verde tra il mulinello della vita
e gl'occhi nell'evoluzione trovano l'oro giallo.


La costanza è in sposa al mugnaio,
ride tra l'oblio bianco del suo fiore dentro ad un vestito di carta.

Ore nove e ventuno minuti di questa domenica primo agosto,
il pane caldo è pronto!

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