il cigno (favola celtica)

Tenera,
diafana bellezza
rea d’amare…
violata dall’insensata gelosia.
Dolcissime, delicate
le corde dell’arpa
riecheggiano
echi di purezza, ignoti incantesimi.
Nel fiume ghiacciato
annaspa
una flebile voce…
sempre più tenue…
poi il silenzio.
Riaffiora malinconico il candido cigno,
esanime
l’essenza rifiorisce…
Le sue bianche, innocenti dita
affascinante malia
rianimano
l’inebriante sorriso
raggio arabescato…
quasi irriverente…
Inchino stupito,
denso di verità
nell’ipocrita banchetto

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