La stella del mattino

Era inutile cercare di capire
una croce piantata dall'inizio,
la libertà per me
in questo consisteva
nell'accettarla ed esser condivisa
oppure vagare tra luci artificiali,
in entrambi i casi
il prezzo, era la vita.

Ma, mentre una mano la prendeva
per portarla in cielo
l'altra disperdeva il cuore
in rivoli profondi
in bilico, erano
la mente e tutti i sensi.

Un giorno, stanco d'illusioni e
dopo essermi smarrito in tante strade,
mandata come guida giù dal cielo
la stella del mattino
comparve al mio orizzonte.

Fu allora, nel profondo che compresi
le verità nascoste dagli sbagli,
ed anche l'essenzialità di ciò
che era stato all'inizio concepito
come strumento infame di tortura,
nella compenetrazione si avvertiva
unico rimedio di salvezza
era dunque vero ammettere
la croce aveva fatto il proprio giogo.

Negli attimi di grazia fui pervaso
dall'amor celeste
che nulla mi chiedeva
e tanto puro da sembrar fuggente
per lasciarmi sempre libero di scegliere
ma nel bisogno, pronto
con una luce tersa
nel continuare ad indicar la via
finché non fossi anch'io ricolmo
della luce stessa, al punto tale
da salire in cielo
come la stella che dapprima apparve.


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