Quasi un'anomalia...

 
Quasi un'anomalia (Storia di eroi del quotidiano, acrobati, artisti di strada e dentro, metà fisica e l'altra lassù reale)


C'è sempre un disturbo, una distorsione, nel nostro essere persone.

Il troppo acceso, la troppa luce,il troppo rumore,

non fanno percepire, i chiaroscuri luminosi

vedere le penombre accese

ascoltare

il sottovoce impegnato a sussurrare


parole rare...


so che a trattenere il respiro

si riesce a percepire

il battito del cuore


così

forse

solo spegnendo il motore

annullando ogni distrazione

arriverò a conoscere

l'ubicazione dell'argento e dell'oro


invece adesso

acceso

ignoro...


il soffio interno

sonoro

del mantice

il flusso alterno

che fa l'albero

fruttice

la vena cava

la sinapsi acida

il bip elettrico

che il pensiero conduce

a spegnersi nella luce


che egli stesso produce


invece

adesso...

ignoro si i meccanismi del vivere

eppure vivo

ignoro i segreti della poesia

ciononostante

 scrivo


quasi un'anomalia...




Come sempre l'attesa mordicchia il cuore

ad ogni genitore

e l'occhio smisurato dell'affetto

guarda sempre oltre la realtà vicina

si distrae

" Che bravo, dice già no con la testina!"

"Carattere forte!, cervello elevato!

farà il filosofo

forse il magistrato"

sentenziò il nonno

che non capiva nulla

per forza

guardava oltre

 non dentro la culla

 e poi però

preso dallo spavento

s'è per sempre defilato.


Ma dopo quell'iniziale negazione

non ha mai più confermato nella vita

forse una luce

uno spavento

la prima difficoltà schivata


la rincorsa per spegnere una candela


l'ha fatto rimbalzare all'infinito

come una mosca senza il ragno

  agitata nella tela.


La testa piegata a destra

la testa piegata a sinistra

e poi a destra

e poi a sinistra

e qui c'è troppo rumore

e la c'è troppa  luce

di fermarsi non è più capace

perché forse cerca pace

e nell'impegno della prova

la perde

 non la ritrova


e quell'iniziale movimento

pur sempre una negazione

divenuta via via più forte

l'accompagnerà fino alla morte.


Pesanti pomeriggi di silenzi

di polvere posata

di polvere agitata


che si riposa


in un ritmo sempre uguale

monocorde e mono tono


finché quel dito per errore

non tocca il tasto giusto della radio

e il suono

che ne esce

che strano

da finalmente un senso

al suo essere rovescio


e lui

da allora

sempre contento

in silenzio

 ma sonoro

solo che aumenta il suo ondeggiare

e la musica si sa non sempre piace

al vicino che cerca la sua di pace


è musica d'archi

fiati

ottoni

che spacca i timpani

stona

col bisbiglio perenne della gente

detta i tempi alla famiglia

che si adegua

perde amici

colpi


e senza colpe


lui

colpi ancora

prende

ai vetri

alle pareti.


Quante esercitazioni

per imparare il ballo di un sorriso


quanto allenamento

impegno

dedizione


nella "spalla" che deve collimare

a perfezione

il gesto ardito della mano


per infilare il cucchiaio

senza colpire il mento

nella bocca dell'artista


che il suo numero quotidiano

prova e riprova

ognora

e ancora

a sfinimento.


E poi

finalmente

il debutto nella via

"Che bravi, come lo amano, lo portano in palmo di mano"

le frasi pietose

gli sguardi curiosi

procurano ustioni

 peggio del napalm


camminare

con la punta dell'ombrello aperto

 sulla mano

è da giocolieri

artisti di strada

eroi del quotidiano


solo che

col tempo

quell'ombrello

diventa un pilone

fa ondeggiare

trasmette il ritmo

la vibrazione


camminare sottobraccio ad un pilone

a testa in giù

che ondeggia

per di più

richiede affiatamento

armonia

è funambolismo raro

pura virtù


ma gli sguardi dei curiosi

son curiosi

e i commenti

che vorrebbero essere pietosi

restano pietosi.


 Il ritmo che trasmette alla famiglia

in un batter di ciglia

come una vibrazione

si trasmetterebbe a tutte le persone

se non fosse che la gente

non capisce niente

si scansa

lo trova sconveniente


che bello

invece

una città intera

che balla tutta insieme

all'unisono

allegramente

lo stesso ballo

ondeggiante

coinvolgente.


Ad un occhio disattento

quel trio di artisti rari

pare un trio di comici

fa sorridere

o piangere

sul momento


e

 invece

quanto orgoglio

amore

allenamento

per una semplice passeggiata

tra le persone.


Il giocoliere anziano

ogni tanto s'intristisce

pensa che la sua manualità

il suo castello di carte

che ondeggia

da paura

crollerà miseramente

alla sua morte

per cosa poi di male

una semplice pesante

a

posta di lato

che lo sbilancia

e fa diverso

ogni essere "normale".


Il tempo che passa

non fa cessare la grancassa

solo che

 un giocoliere

acclamato a gran voce

è salito un gradino più su

si esibisce ancora

raggiunta la notorietà

nonostante l'età


in bilico tra il se e il ma

soffici batuffoli

fa volteggiare

con le mani non li soppesa

abituate ai lievi pesi dell'amore


conserva dentro

un leggero dispiacere

per quel duo sbilanciato adesso

che pure balla lo stesso

anche se un ritmo diverso

sottotono


e una leggera

precognizione

una speranza

l'attesa di una promozione

il ricongiungimento

e il debutto del trio


che strapperà consensi

lo sente nel suo cuore


ad un pubblico

finalmente

colto

musicalmente attento

quasi etereo

raffinato

che ha sempre

il cuore aperto


in quel teatro degli artisti

incompresi

dove non c'è sudore

dove ogni silenzio

ha il suo significato

e ogni minimo gesto

è apprezzato

dove il sorriso

è sempre  sincero

e condiviso

da pubblico ed attori


Nuovo cinema

Paradiso


Qui

anche il nonno tra il pubblico

apprezzerà estasiato

il valore del nipote

finalmente

elevato

a star

del creato


Ringrazio i piccoli Giobbe che sono arrivati alla fine, ma devo aggiungere.

Parto da un fatto vero, un ragazzo portatore di handicap e la sua famiglia e dall'emozione che mi procura vederli per strada, nella mia città. Poi con la fantasia ci ho costruito sopra un racconto poetico in forma di favola. Purtroppo, e dopo tanti anni, da De Sica e Zavattini che in Miracolo a Milano, avevano trovato lo stesso finale, non ho saputo trovare un'altra forma di riscatto, se non in cielo.





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