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Gayum ( episodio 49 )
antropoetico
Pubblicata su Athena Millennium il 14/01/2012

 Certo che hai la testa dura! 
- Vedrai che non te ne pentirai e poi così ci conosceremo meglio, parleremo di noi, del futuro di quando e come fare l’amore… 
- Non dirmi così, se no mi fai eccitare. 
- Fantasia, ci vuole fantasia nella vita. 
- Con te farei qualunque cosa! Ma andiamo adesso, l’aereo parte fra poco. 
Patrizio era di nuovo, completamente ammaliato dallo sguardo di quella donna. Più l’osservava e maggiore sentiva attrazione per lei. Una sensazione capace di far sciogliere la voglia di amare, l’erotismo più sfrenato con la complicità della mente. Continuò a fissarla sull’aereo quando la vide addormentarsi sulla sua spalla. Non riuscì a controllarsi, prese ad accarezzarle la testa con dolcezza per non farla svegliare. Addirittura ne sentiva il respiro alimentato dal battito del cuore. Il volto era di una perfezione unica, nemmeno un pelo fuori posto. Un’ora dopo erano già a Napoli. 
- Sveglia dormigliona! 
- Proprio adesso che cominciavo a sonnecchiare davvero. 
- Ma se hai ronfato come un ghiro in pieno inverno. 
- Credi che non abbia sentito la tua mano passare nei miei capelli? Che dire poi del tuo sguardo che ha sorvolato ogni centimetro del mio volto? 
- Cappero. Hai finto di dormire allora! 
Lei sorrise con gioia e tenerezza. Mamma mia come diventava irresistibile con quei suoi occhi! 
- Eri così coccoloso! Mi sono gustata ogni minuto. Sei un uomo dolce e io mi sciolgo letteralmente quando mi passano la mano nei capelli. Lo faceva mia padre quando ero piccola. 
Le labba di Francesca erano ciliegie da cogliere e Patrizio non riuscì a controllarsi, la baciò con la rapidità di un volo di gabbiano ma subito si staccò. Lei rimase per un attimo con gli occhi chiusi sospesi come dentro un sogno. Poi, lentamente, molto lentamente li riaprì come se avesse voluto assaporare e prolungare ciò che aveva provato. 
- Mi hai baciato…, all’improvviso, senza darmi modo di reagire. 
- Sono un coglione, lo so. Non ho resistito. 
- Nessun uomo mi aveva mia baciato prima. 
- Nessuno? Impossibile. 
- Un bacio è una cosa straordinaria, ho sentito il tuo sapore. Non ho mai baciato nessuno sulla bocca, per me è una cosa sacra. 
- Per la miseria. Non avrò violato qualche tuo principio. 
- Era scritto che un uomo avrebbe unito la sua anima con la mia. Era scritto che il sigillo sarebbe stato un bacio. 
- Ecco,dai. Adesso non metterla così. Mi sembra di essere il principe azzurro e nel mio caso pure cicciottello che risveglia la bella addormentata. Questo è vita reale mica una fiaba. 
Francesca aprì le sue mani e chiuse gli occhi invitandolo ad abbracciarla ma Patrizio si sentì incerto sul da farsi. Una voce da un rumoroso motorino lo scosse: 
- Cumpà! Esvegliate! Nun stare lì come nu baccalà, non vedi che ella volesse che tu la baci? 
Per il commissario fu come una liberazione, come il fischietto dell’arbitro prima del calcio di rigore. La prese fra le sue braccia e la sollevò per aria. Subito dopo le loro labbra si ritrovarono avvinghiate con dolcezza ed eleganza e per la prima volta le loro lingue si accarezzarono. In quell’istante si sentirono fuori dal mondo, completamente rapiti da passione ed emozione. 
- Tutto ciò è stupendo. Quello che provo è unico. La vita è strana, non è vero? 
Chiese Francesca non appena poté staccarsi da lui. 
- Perché mi dici questo? Allora davvero ho fatto qualcosa di sbagliato. 
- Non era nei miei programmi. Non so nemmeno cosa mi stia accadendo e perché. 
- Io lo so invece. Dal primo momento che ti ho visto alla scuola ho capito che eri tu la donna del mio destino. 
- Il destino non sempre è quello che noi vorremmo. 
- Cavolo, ti sei già pentita… 
- No. Solo che sono impreparata a questo. Non conosco gli uomini. 
- Però conosci i bambini. Ecco, gli uomini sono dei bambini cresciuti. 
- Non tutti sono uguali, credo. 
- Voglio dirti che gli adulti hanno comunque voglia di giocare. Io da piccolo giocavo a guardie e ladri e vedi che lavoro ho finito per fare! Con te vorrei giocare a fare il dottore! 
Sorrise tutto malizioso il commissario, sembrava camminasse un metro da terra, tanto era contento! 
- Tutto a suo tempo, Patrizio. Per adesso fermiamoci qui, ho bisogno di far passare l’uragano che mi sta attraversando dentro.

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