Catene

All’anima
tregua
non concede
né adeguato conforto
dona…
solo inquietare
l’esistenza
preferisce!
Rintocchi
di campane
singoli battiti
del cuore
paiono…
vibrando
all’unisono
compongono
melodiosa angoscia.
Il senso di colpa
l’ha sporcata…
divenuta è già
perentorio avviso
l’indefinita scadenza
nella notte
dai pensieri
spinosi.
Taci gli errori
di tenebre vestiti
gettando l’occasione
di lavarti l’io.
Passeggi
sul marciapiede
affollato
da penosa gente…
indifferente
a cambiare il volto
per illuminare
se stessa.
Odi fruscii
metallici…
rimani vittima
dell’agognato
perdono
che indossa
la criniera
del rimorso.
Invidi
chi è sereno…
comprendendo
d’aver forgiato
anelli di catene
nell’effimero
tentativo
di planare
nell’esistenza.
T’offre
redenzione
la lealtà…
ma s’avventa
la prigionia
dell’orgoglio
del rifiuto.
Avvertire ti fa
il ruvido intonaco
d’una mentale cella
negli anni costruita
con la sordità
della coscienza.

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