Al parco

  Un giorno decisi di andare al parco. Era incredibile come si comportava la gente: c' era la madre che si scandalizzava appena i figli toccavano la terra, i due fidanzatini che si facevano gli occhi dolci, il vecchietto criticone che fumava la pipa, e gli adolescenti pazzi che facevano stupidate con i loro dannati motorini.
Non so dire chi fosse il peggiore. Ma ad un tratto eccola lì seduta lì vicino ad una banda di schizzati, l'altra metà di me. Quella metà che dice di essere più forte, quella che, sì, a volte è utile, ma che se mostrata troppo spesso può solo creare del danno.
Era la metà  che mi dice di rispondere, di dire le parolacce, la metà che considerava la metà dell'intelligenza e del buon senso, stupida e debole.
Mi accorsi però che nel parco si vedevano tutte e due le metà delle persone.
Le metà sagge da una parte e quelle ribelli dall'altra. Quest'ultime per deridere le altre si diedero da fare per sembrare ancora più belle e forti. I ragazzi del motorino progettarono acrobazie ancora più pericolose, convinti di riuscire a spaventare tutti, i bambini toccavano la terra per far arrabbiare ancora di più la loro mamma, il vecchietto cominciò a ribadire che ai suoi tempi qui e ai suoi tempi là, e gli innamorati che andavano in giro vantandosi con gli altri.
Le metà intelligenti li guardavano.
Successe che ogni metà " forte" voleva essere migliore delle altre, e finì che si uccisero tra di loro. Tutte tranne la mia. Lei aveva trovato un equilibrio con l'altra metà, e si trovava benissimo. Gli altri invece erano rimasti con una metà vuota.

Per questo ragazzi non dovete cercare sempre di fare i macho, cercate l'equilibrio, e mostrate sempre l'intelligenza , e la forza, lei mettetela in bella vista solo quando necessario.

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