Immaginando d'esistere

Sento il lento respiro di questa vita
chiusa in un tempo atemporale
dilatato in sottile spazio di deserto urbano,
una fragile emozione
cattura orizzonte avaro del lato azzurro del cielo
avvolto nello spoglio silenzio
di un viale senza alberi.

Mi disturba
questa realtà sfocata
sospesa in un cielo giallo,
svela un’intimità senza tempo
mentre mi abbandono a una lenta deriva
come in una magica scena di Salvador Dali’,
disegna spirali senza fine
trasformano in vuote architetture
lucide e scure come ardesia.

È il silenzio che mi culla,
la stanza si apre nell’azzurro
mi abbandono nella brezza calda
all’improvviso
una visione, chiara nell’essenza,
un pigmento d’amore
sovrasta ogni altro sentire.

Galleggio, nell’infinito universo
valico ogni chimerico sogno
oltre questo mio umano tempo
mi ritrovo a percorrere ombrose navate
di un tempio senza eco
iridescenti visioni, osservo in abitato blu
partecipe del “tutto” io divengo
immaginando d’esistere.

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