Il mio "viaggio"

È tempo di riprendere il mio
“viaggio”
nell’azzurro
sospinto da un vento leggero
oltre ogni spazio
nel tempo infinito
dopo l’inutile brusio
di voci senza eco
udite nel lento ritorno della risacca
ossidate da amori senza poesia
dettagli di vite senza scopo
come sabbia che scorre
tra le dita di una mano.

Non c’è rimpianto
 per un palcoscenico
d’iridescenti aloni
specchiati nel nulla
come diafano miraggio
di sdrucite lenzuola
da un corpo di donna
in epidermici amori
note acide d’impalpabili sogni.

Nel ricordo di un inizio
filtrato, sospeso in nebbioso orizzonte
ma nato nel libero essere
brillante ologramma d’alba
dai liquidi raggi di sole.

Bruno Gasparri

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