Una nota stonata

I suoni dei pensieri,
a volte, stridono...
come fanno le corde tese
di un violino
su cui s'impunta l'archetto
quando la mano
spinge troppo sulle note
del destino,
nel tremore che singhiozza
per le crepe delle scelte
di una sera o di una vita;
e vorrebbe per sé l'attimo
perduto...
o una carezza all'animo.

Quando avviene
l'apertura non voluta
dell'inconscio,
cadono giù a cascata
ricordi e pene
conservati nel pensiero
ancora avvolti
e che ora tutti sbiaditi,
non più d'argento e oro,
tornano
ma non feriscono.

E la stecca della nota
passa; ritorna il suono;
la melodia riattacca
là dove per un attimo
tremò la mano
dentro la tua emozione...
che s'espande nel mattino
nonostante
l' incomprensione
del mondo che non sa
che lo stare solo,
per qualcuno,
è solo una scelta di libertà.

E si può vivere
coltivando l'anima
avvolto negli stracci
di un povero barbone
che non si sente vittima,
né pazzo, se se ne sta
seduto sulla sponda
lungo cui trasporta il fiume
ogni sua serena, solitaria
ed appagante riflessione

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