Scale ripide

Scale, scale ripide, distorte si ergono verso baratri oscuri. Gradini, tremuli come fiamme, cedono ad ogni passo, si sgretolano, dissolvendosi nel nulla in cui precipitano, da cui illusori riemergono. Colpi taglienti come lame m' investono, un vento sferzante recide i tendini da cui in bilico pendono le mie illusioni. Sogni eterei, stupido ossigeno che alimenta deboli, insignificanti, effimere fiamme. Fiamme che si consumano, inquinando la cera di candele candide in origine, e interminabili all?apparenza. Candele da cui la cera veloce cola, silenziosa, in solitario oblio.

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