A vis à vis



Quell’andare barcollante sul manubrio della bicicletta
con il sole che scalda le spalle
il vento a spettinare i capelli
è un vis à vis con i tuoi occhi nei miei
fra le risa e le cicale che cantano per noi.

Fermarsi per non cadere
scivolare tra le braccia
in quel vis à vis a sfiorare le guance
e l’intorno s’annulla
solo il fruscio delle canne che si piegano a far giaciglio
a pensieri d’immenso
ai sapori delle labbra
ai colori dell’amore

Ed è poesia il ritorno sul manubrio della bicicletta
con le mani sul collo in abbraccio
nell’ombra riflessa sul selciato che sa di polvere estiva
nel sorriso che riempie lo spazio non più vuoto

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