Vedovo di notte

Quando il silenzio ti chiama, riascolto i tuoi passi nel ventre rovistando occhi sconosciuti, ore, gettate alle finestre, consumate sulle scale, quando la luna accarezza con le sue linee perfette, mi domando nel cuore, dove nasci ancora. Quanto ? inverno da ora e a quanti viandanti scoprir? di appartenere. Non l'ho detto mai, che sono abbandonato a sfogliare la mia tristezza nelle piazze illuminate, quando i vetri screpolati dal freddo proteggono dal temporale, e tremo, ma non mi copro. Cosa ci faccio adesso a contemplarti, notte?

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