In frammenti di emozioni
Clarissa Costanzo
Clarissa Costanzo
Pubblicata su Athena Millennium il 03/02/2007
Spegni la luce, dorme la voce va placandosi il mare nelle vie oscure del cielo le stelle tacciono ancora... Non saprai che il vento ? arrivato troppo tardi alla mia porta per svegliarmi, cha la stanza era di carta e la voce tende alle finestre, quell'immobile sentirti dentro i battiti del cuore. Non saprai che c'eri tu nei pensieri raccontati, i segreti penetrati che tenevo accoccolati tra le braccia di bambole e nei rami dell'infanzia. Non saprai delle mie corse lungo il viale, con le foglie festose, al vento e le luci emozionate, il parlarmi sempre addosso, guardando al limite. Cos? non saprai delle gocce di rugiada posate sulle pagine degli occhi, addossate alla parete dell'anima mia, rami che avvolgono nel sonno e stringono all'unisono, mi cantano le strofe e piove sulle cose. Non saprai delle mattine spalancate davanti agli occhi umidi d'estate, riassaggiando i nostri baci in quell'averti ormai lontano, non saprai com'? successo, non mander? nessuno alla tua porta perch? almeno ci saranno le memorie, in frammenti di emozioni, mai scoppiate al tempo loro troppo tardi alla stazione. Non saprai che con te ? stato diverso vivere. Non saprai che il vento intrepido, sognatore di sventure e timido viandante, si accostava alla notte e fuggiva come un pazzo, che vuole perseguitare la tua mente ed assuefare ogni secondo, non saprai che gli anni tornano e svaniscono con noi.
Spegni la luce, dorme la voce va placandosi il mare nelle vie oscure del cielo le stelle tacciono ancora... Non saprai che il vento ? arrivato troppo tardi alla mia porta per svegliarmi, cha la stanza era di carta e la voce tende alle finestre, quell'immobile sentirti dentro i battiti del cuore. Non saprai che c'eri tu nei pensieri raccontati, i segreti penetrati che tenevo accoccolati tra le braccia di bambole e nei rami dell'infanzia. Non saprai delle mie corse lungo il viale, con le foglie festose, al vento e le luci emozionate, il parlarmi sempre addosso, guardando al limite. Cos? non saprai delle gocce di rugiada posate sulle pagine degli occhi, addossate alla parete dell'anima mia, rami che avvolgono nel sonno e stringono all'unisono, mi cantano le strofe e piove sulle cose. Non saprai delle mattine spalancate davanti agli occhi umidi d'estate, riassaggiando i nostri baci in quell'averti ormai lontano, non saprai com'? successo, non mander? nessuno alla tua porta perch? almeno ci saranno le memorie, in frammenti di emozioni, mai scoppiate al tempo loro troppo tardi alla stazione. Non saprai che con te ? stato diverso vivere. Non saprai che il vento intrepido, sognatore di sventure e timido viandante, si accostava alla notte e fuggiva come un pazzo, che vuole perseguitare la tua mente ed assuefare ogni secondo, non saprai che gli anni tornano e svaniscono con noi.
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