Vedovo di notte
Clarissa Costanzo
Clarissa Costanzo
Pubblicata su Athena Millennium il 05/04/2007
Quando il silenzio ti chiama, riascolto i tuoi passi nel ventre rovistando occhi sconosciuti, ore, gettate alle finestre, consumate sulle scale, quando la luna accarezza con le sue linee perfette, mi domando nel cuore, dove nasci ancora. Quanto ? inverno da ora e a quanti viandanti scoprir? di appartenere. Non l'ho detto mai, che sono abbandonato a sfogliare la mia tristezza nelle piazze illuminate, quando i vetri screpolati dal freddo proteggono dal temporale, e tremo, ma non mi copro. Cosa ci faccio adesso a contemplarti, notte?
Quando il silenzio ti chiama, riascolto i tuoi passi nel ventre rovistando occhi sconosciuti, ore, gettate alle finestre, consumate sulle scale, quando la luna accarezza con le sue linee perfette, mi domando nel cuore, dove nasci ancora. Quanto ? inverno da ora e a quanti viandanti scoprir? di appartenere. Non l'ho detto mai, che sono abbandonato a sfogliare la mia tristezza nelle piazze illuminate, quando i vetri screpolati dal freddo proteggono dal temporale, e tremo, ma non mi copro. Cosa ci faccio adesso a contemplarti, notte?
2 Commenti
29/05/2011 - FIORELLA
non ti avevo più letto dopo di questa e ora che il sito è rinnovato ti fa riscoprire vecchi autori, ed è bello questo è stato un piacere leggerti e ritrovarti... spero di leggerti ancora qui..
29/05/2007 - Saverio Costanzo
Complimenti Clarissa, questa è veramente bella.
Mi son trovato improvvisamente dietro uno di quei vetri screpolati. Considerato che qui c'è un caldo incredibile, direi che sei stata capace di un bel transfert.
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