Nel vano disio

Il cavallo di Troia
inghiotte il suo carico
di morte guidato
dallo scaltro Ulisse,
non concede venia
agli iliaci,colpevoli
di arroganza...Decurie
come cancro insultano
gli inermi dormienti.
L'oracolo aveva predetto
dolore ai troiani,che presi
da l'euforia della vittoria
non avevano considerato
il fato.La città brucia
come le fiamme dell'Averno,
anche il tempio di Athena...
L'ira della dea
scuote tempesta,
non lice tal oltraggio
alla sua magione dell'adorazione.
Nell'Ade si scuotono
i tizzoni ardenti
pronti ad accogliere
i profanatori...Caronte
rema sullo Stige
traghettando silente
la vergogna,perpetrata
in un giorno scellerato.
Tal sfrontatezza
non poteva licere grazia.
Riminescenze sfuggenti
vengono inghiottite
dai gorghi giganti
come i buchi neri dell'infinito,
assorbono
ogni raggio di luce
e di speme,nel vano disio
lavato nel pianto dei vinti.

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