Solitudo ante ostium

Solitudo ante ostium
" Non anima viva dinnanzi alla porta. "
Sollicitus futuri
" Inquieto per l'avvenire. "
Vastae solitudines,
immensi deserti
infuocati di calore,
di emozioni bruciate dal sole,
d'estasi alla visione di un cielo stellato
libero da vincoli di luce artificiale...
L'infinito che si fa luce pensieri parole,
una strada per correre incontro a l'eternità.
Vastae solitudines,
immensi deserti infuocati di calore
dispensano l'aprico spirito del sole.
Terre bruciate, arse di sete
dove le sabbie bollenti
invadono ogni anfratto
portando morte e desolazione.
Carpe diem arcano di eden felice...
L'attimo fuggente, segreto
di un paradiso felice,
passa veloce quasi a rimirar fortuna,
per fuggire impaurito dal divenire
inseguito dal tempo che passa inesorabile.
Carpe diem passa veloce
a cogliere l'istante,
vuole dire a noi poveri illusi
di gioire di ogni istante di vita
che ci è concesso senza tentennare,
senza frapporre di mezzo la tristezza,
stringendo i pugni e gridando forte
per fare intimorir la malasorte...
Vuole dire
mettere le ali e volare gioiosi
ntra le stelle nei cieli infiniti.
Solitudo ante ostium,
sollicitus futuri.
Non anima viva dinnanzi alla porta,
inquieto per l'avvenire
tengo stretta lesile corda
e con la forza del cuore
lancio il lazo per catturare
l'attimo fuggente, fiducioso
nel tempo galantuomo
che porta giustizia e coscienza,
un attimo di peranza
che fa fiorir il cielo in una stanza,
un attimo assassino
che non ha pietà di nessuno
e mette a nudo la debolezza
di un uomo
che non riesce a penetrare
l' inquietudine dell'animo,
la profondità interiore
che gioire fa e soffrir l'amore.

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