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IL RISVEGLIO
Claudio Cisco
Pubblicata su Athena Millennium il 16/06/2008

Tu che sei nato in estate
quando la terra è gravida
e l'aria è satura di fragranze e sapori,
di colori vivi e di luce accecante,
forse non ami l'autunno.
Gli uccelli migrano lontano
lasciando la terra desolata
a ricordare nel sopraggiunto silenzio
l'eco delle loro grida nel cielo.
La luce del sole
è ormai timida nel comparire,
le nuvole della notte
trasformano la luna piena
in un riflesso opaco.
Ombre scure
hanno preso il posto delle case
ed hanno contorni indefiniti e tremanti.
L'anima del mondo
si è incarnata altrove
e tu ne erediti le spoglie.
Eppure,
se riuscirai a soffermarti per un istante
fra i rami spogli,
ad acoltare il vento
che spazza via le foglie morte,
a lasciarti accarezzare dalla pioggia sottile
che rigenera i solchi,
ad amare questa terra nuda e fredda
attraverso le tenebre che l'avvolgono,
ti accorgeresti di un respiro sommesso,
del battiti lieve di un cuore
che sta riposando.
E se saprai attendere paziente il risveglio,
allora, avrai per te
una terra vergine da fecondare
e fiori e frutti riempiranno le tue mani,
e nei tuoi occhi brillerà la luce
d'un giorno senza tramonto.
E udirai nuovi sussurri,
nuove grida che avranno il tuo nome
e stormi di uccelli
che si libereranno per te soltanto
imbastendo danze d'amore
sulle note di una musica scritta per te
dalle acque dei ruscelli.
Ed il vento
ti porterà in un viaggio senza fine
accarezzando il tuo sorriso
perchè non svanisca,
il sole penetrerà le tue membra
per infondere calore e forza
e sarai stordito di profumi inebrianti
che rapiranno i tuoi sensi
fino a confonderli.
Allora,
e solo allora,
mi incontrerai di nuovo
e guardandomi,
non mi riconoscerai.
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