Viene col freddo


 

Viene col freddo

si adagia negli interstizi dei pensieri

affonda stalattiti grondanti

nel tepore del giorno sostenuto e voluto

con maniacale precisione

 

erige invalicabili pareti intorno alla speranza

vuole saziarsi della tua stanchezza

del tuo cedere al cuore per un solo respiro

e ti scompiglia l’anima

 

nemmeno un grido ti potrà strappare

ché la tua voce l’ha bevuta tutta

nell’arco di una gelida mattina

un silenzio d’ignoto

né ti concede spazio per l’appoggio

avvinghiata a raccolta di te stessa

cui richiedi vigore

 

si allontana da te vigliaccamente

mentre abbracciata a un lavandino resti

seduta ad osservarti vaneggiare

al di sopra dei tuoi ricordi pesti

i simulacri della verde età

 

vuoi solamente che finisca in fretta

che la pietà di un sonno porti oblio

e ti conduca dolcemente in fondo

a perdere il tuo senso in nido caldo…

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