Il banchetto della lacrima stonata

La fiera ? cominciata, le urla coprono i treni che passano, gli esami, le labbra affrescate alle pareti, il gatto che mangia. La luna che tramonta, la notte che insistente violenta la lirica, grezza onda sulle dita. Scivolano fra la sabbia come soffioni dalle montagne. Formano un tessuto velenoso che indosseranno tutti alla fiera. Nudi e cattivi grigi e puerili. I venditori si avvicinano e molestano la folla guardiana di nuvole e pensieri. Di starnuti e batteri. Le lacrime bruciano negli occhi, tagliano la gola, cadono e perforano la terra come talpe scappono dal mondo, si fanno la casa. Si guardano intorno. Cicale e formiche fanno le amiche. Una mangia, l?altra canta. La talpa le mangia.

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