firenze, via degli alfani

Ci sono parole di negozi nelle botteghe di parole
Il niente sopravvive alla modernità
nascosto tra le rughe del venditore d'insalata
La latteria è un covo di lattanti un po' invecchiati
una bandiera arcobaleno a fare da insegna
dentro si spacciano tisane alternative
un euro di tè verde solidale
- mi raccomando non in busta ma infusione-
per cominciare bene la giornata
Al minisupermarket c'è di tutto
tranne che il sorriso
È triste far la spesa per gli angusti corridoi
dove soltanto un single passa
e l'altro single rimane a far la coda
Un pensionato osserva incuriosito la scadenza
e pensa dove gli avranno scritto quella che più conta
Il russo alla cassa sorride cortese
mentre rivende a caro prezzo
la vita a sottilette
Poco più in là c'è la lavanderia
grigia come i vestiti appesi
cellophane di lussi trasandati
e ormai anche un po' passati
come gli occhi della vecchietta cotonata
che raccomandano ai tempi di tornare
dimentichi dell'orrore che han vissuto
sgomenti della paura d'oggi
e del futuro che non ci sarà
Al bar - c'è un bar in ogni strada -
lui assapora la notorietà
l'accento a nord, le scarpe a sud
attende l'arte consacrata
fingendosi sicuro del domani
Il barman lo consola
con la brioscia della cortesia
e la ruffianeria di un buon caffè
Passati a capofitto due metri d'incubo
sull'altro lato si noleggiano biciclette
ai politically correct
ansiosi di spalmarsi nei polmoni
Io scappamento di un tram tram
Accanto c'è una psicolibreria
retaggio dei tempi dell'attenzione
regalano tanti sogni di lettura
e nostalgia, in piena concorrenza
col negozietto che è dall'altra parte
- attento al motorino -
non vuole riconoscere i cd
e vende i dischi neri del vinile
per farli diventare arredamento
L'internet ormai si vende a punti
come le collezioni di farfalle di seta
e gli occhi a mandorla dei banconieri
la scritta OPEN sulla fronte
e due lanterne finte nelle mani
gloriosa Cina dove sei finita
con questi ambasciatori immagino il paese
e sogno ad occhi aperti Dante e Terzani
che dicono non ti curar di loro e guarda avanti
oltre il marciapiede, oltre le soglie
andando a ricercare nelle fogne
il frutto della new globality

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