non è

Non è

l’impronta della testa sul cuscino

che può levare il peso dell’assenza

non c’è rimedio, tonico o cachet

che colmi il vuoto della tua esistenza

a volte sono solo loro, gli occhi

 drappello di sparuti sentimenti

che sanno di che cosa stai parlando

ed incrociati al tavolo di un bar

ne senti l’assoluta consistenza

poi tutto si trasforma e si divaga

ritornano le nubi dei discorsi

dove ciascuno al comodo riparo

della sua verità che non ha appello 

ripete come stanca litania

il salmo sacro del non si sa mai

il mantra dell’avevo detto io

il certo e l’assoluto, soffocante

coperta di cemento al tuo sentire.

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