Un caldo abbraccio (e un commento)

Talvolta pensare è come ubriacarsi, ripercorrere i pensieri è come sedersi al tavolo con una bottiglia piena ed un bicchiere vuoto davanti: è facile sbronzarsi e fare il pieno di sensazioni forti. Ma è una cosa a cui non mi sottraggo e anzi, soggiacio volentieri ai voli della mia mente che accompagnano il cuore e gli occhi attraverso il percorso dei miei desideri, ballando come in un Tango.

 La pelle brucia in questa stagione così fredda e i ricordi si mescolano alla sferzante brezza che discende dalle montagne ormai già innevate, così lontane e così alte da toccare l’ignoto.

La cresta dell’onda del lago vola via in spuma e si dissolve in nulla insieme al vento e i riflessi gelidi dell’acqua, si fanno più rapidi mentre si rincorrono le onde.

Le mani nelle tasche cercano il tepore che vorrei percepire più intenso nel cuore, mentre tu mi stai dentro lo spirito e dentro nei miei pensieri più intimi.

Il mio cammino per strada in questo inizio pomeriggio, non mi porta lontano dal mondo, ma arrivo lontano osservando il cielo e quel poco di chiarore che resta, prima che il buio discenda.

La giornata, unica come tante e insignificante come poche, risente della tua assenza ma scorre come imperterrita davanti ad ogni mio sospiro, ignara dei miei più veri desideri.

Il mio pensiero ti rapisce ovunque tu sia, mentre il tuo profumo ripercorrendo il mio cuore sale fino al cervello e da lì si riversava in piccole lacrime nascoste dei miei occhi.

Gli attimi ritornano veloci e ti vedo mentre ti bacio i piedi e accarezzo le gambe,  ti penso mentre mi stringi al petto con le mani forti e delicate del tuo lavoro.

Il tuo sorriso unico e beffardo è qui presente, intriso d’amore e di voglia di possedermi che hai sempre manifestato ogni volta che abbiamo mescolato gli sguardi.

La pelle brucia tagliata dal vento, forse domani nevicherà e i soffi sembrano lame che sezionano i tessuti penetrando la pelle, arrivando al cervello attraversando ricordi sfuocati.

I pensieri sono ormai logori, triti e consunti dal tempo trascorso ma chiari nella mente, mentre alzo lo sguardo e ti vedo arrivare a passo spedito, su un tappeto di foglie a terra.

Le foglie rosse che ricoprono il marciapiede di colore e calore, stendono un tappeto sotto il tuo passo, ti guidano a me e piano piano ti riconosco distintamente man mano ti avvicini.

La tua immagine rapidamente scompare, lasciando spazio ad una persona diversa mai vista, ignara di chi è stata solo per un attimo, eri tu, eri tu che tornavi, eri tu che sorridevi.

Il freddo novembre che accompagna i pensieri, per  un istante è stato compagno e complice dei miei desideri e si è trasformato in un caldo abbraccio d’amore.

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