Il silenzio è...

 

Dicono che il silenzio sia d’oro.

Non credo sia vero, lo sforzo dell’uomo è sempre stato quello di comunicare pensieri ed emozioni, esperienze e punti di vista.

Tutto il cammino dell’umanità è fatto all’insegna della comunicazione, l’evoluzione dialettica è avvenuta di pari passo all’evoluzione della cultura e dei modi di pensare, la lingua è il frutto dell’intelligenza ed è “evoluzione”, tanto che cultura e linguaggio potrebbero essere in un certo senso intesi come l’uno il frutto dell’altro, sono la manifestazione del nostro cervello e che ci identifica come persone intelligenti, differenti dagli animali.

Dunque il silenzio non è d’oro, il silenzio è negazione, omertà, falsità, il silenzio è diffidenza, il silenzio è menefreghismo, chi tace non acconsente, semplicemente se ne lava le mani, una bella persona parla, dialoga si confronta, un persona brutta di cuore fugge il dialogo, non si mette in gioco con i pensieri e le parole. Non si confronta.

Chi sta zitto non dice nulla a nessuno, forse neppure a se stesso, non parla anche se parla, perché lo fa solo nei casi in cui gli fa comodo. Non capisco chi si nega, non comprendo chi resta nel silenzio, non condivido chi decide di non comunicare, chi taglia corto, chi si gira e se ne va, chi non si ferma a spiegare e ad ascoltare.

Il dialogo è crescita il silenzio è torpore, è la negazione del futuro, di qualunque futuro, anche di quello più condivisibile, perché nega la comprensione. Il silenzio non permette di rimediare agli errori, non consente di sfondare il muro dell’omertà.

Chi resta nel silenzio non esiste, non si fa sentire, fugge da se e dagli altri, fugge dal suo passato senza affrontare le sue scelte, perché chi non ne vuol parlare più, non sa affrontare gli ostacoli.

Il silenzio è muto.

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