ASSENZA NECESSARIA

 



Ti combatto in crude miserie

con il pensiero che frulla antipasti di nacchere

sospese  sulla schiena di quel che è stato.

Non so quanto tempo è trascorso

e non lo voglio sapere

ma la finestra contiene a quadro

giorni di polpa e tenere condanne

nel talamo lungo e infinito

che ospitava le nostre mani

soltanto là orpelli di certezze

sparpagliate tra il cotone lucido

dei cuscini graffiati  e sudati di noi.

Soltanto là

là fuori i tuoi occhi sulla porta

e le grida d'orgoglio nell'esser l'uomo

più uomo della terra

nell'esser tu e nell'essere io...

Solo là.

Passo alla stessa ora

ogni giorno e tratteggio un punto interrogativo

nell'aria puntando il dito sulle persiane chiuse.

Come le tue labbra accese e uccise

dall'avermi in minuetti disperati,

ma veri. Vivi. Nostri.

Soltanto là l'essenza penetrava

gocciolando sull'iris dei miei capelli

fino alla tua barba disordinata

ed era dura doversi dire arrivederci.

Costellazione estiva

afa e diamanti pazzi sulle note amiche.

Ancora del tempo, ore, anni.

Non so.

Ancora  dannazioni.

E il tuo corpo nudo si para

davanti al tuo silenzio.

Il mio corpo di seta

ti spacca d'emicranie e minuti vuoti .

Rendimeli.

Rendimi l'acero da bruciare

e il sogno da appendere al chiodo.

Hai preso di me il dopo che temevi.

Ho preso di te il sorriso  che non hai mai avuto senza il mio.

Vado verso la lacerante asimmetria dei miei giorni.

Ho paura degli attimi creativi.

Che faranno di me bisogno e desiderio

d'esserti necessaria e allora

non mi vedrai perché ho paura.

Ho paura del tuo sesso striato di miele.

Ho paura del tuo amore.


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