Voce notturna

Quando non sto in piedi sulla terra,

mi chiama una certa voce notturna.

Ondula sulle finestre di pioggia.

Dietro la schiena s'apre il tempo e

le gambe si incollano sul terrazzo dei sogni silenziosi.

 

Si accumulano tutti i voli dipinti

nel ventre della luna , mentre quell'ora felice

 si congiunge- splendente- sul mare e

 mi lascia negli occhi un pensiero srotolato nel vento.

 

Tace la malinconia quando l'assenza si fa distante

e tu mi parli nella notte che bacia il cuore.

I monti diventano carezze giganti

e le lacrime confuse sulla costa

cessano il naufragio.

Per una notte ancora riesco a far entrare il tuo volto:

schiuma dolce nell'onda che m'accuccio nel petto

prima che all'alba svanisca nell'altitudine dell'oblio.

 

“Bevvi tanta terra dalle mani

per sillabare il tuo nome,

ma fosti solo l'ombra del  vuoto

dolce e  così perdutamente mia

nel segreto della voce notturna.”

 Poesia di Domenica Caponiti. Autore dell'immagine nello sfondo: Nino Merrino.

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