A mia madre

Volevi la prova dell'esistenza di Dio, chiss? se l'hai trovata, madre mia. Vestita d'aria ora sei al calar del vestito giallo che portavi nel mutamento nucleare. Le zagare ti solleticavano il viso, quasi sorridevi nel nuovo progetto per riscattare lo svincolo alla torma. Diafano il commiato, la testa era un gran facasso, attraverso le orecchie, sentivo il mio respiro e tamburi di cuore ti pulivano le unghie da resuidi di terra, da sedute di posa, per un arcobaleno di cenere.

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