Di marinai, fagotti e foglie... in are e ire

Mi butter? dal ponte, dopo tutto, mi salver? un marinaio, si tuffer? con un pennone a pre(te)ndermi le sottane gonfie di quel salto dal nulla al cuore. L'?ncora cade in mare, le vele s'afflosciano sui nervi, il vento cade a formicolare dita e mani, testa, a ripensare. -- Sui fili appesi al focolare non arriva calore ma metto in fila il mio fagotto ad asciugare: da novembre a ottobre la far? volteggiare quella foglia che nuda mi veste e poi s'appoggia al dire.

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