Il veliero

Il veliero è ben cosciente
che un dì giacerà nella rena,
il fasciame marcescente,
infranta la carena.
Sa bene che le onde
che oggi agilmente fende,
lo vinceranno un giorno,
gli scaveranno il ventre.
Non solcherà in eterno il mare,
la vela non può stare
per sempre aperta al vento:
lo scafo incrostato di conchiglie
prima o poi giacerà sul fianco
su qualche riva assolata,
come un gigante stanco.
Ricorderà le isole toccate
e la diversa gente,
le burrasche attraversate,
le baie in cui sonnecchiò indolente,
e penserà:
“Senza la randa aperta al maestrale,
al riparo da scogli ascosi,
dalla rabbia improvvisa del mare
e da sferzanti venti furiosi,
trascorrendo la vita nascosto
per sempre al sicuro nel porto, 
ancorato al solito posto,
il mio viaggio sarebbe stato ben corto
ma la mia vita di più lunga durata.
Ma non per questo una nave è varata!
Ad inseguire su remote rive
ogni sogno sperato:
perciò un veliero vive,
a questo è destinato.
Issando la bandiera
con l’ancora salpata,
insieme alle balene,
continuo la regata
finché lo scafo tiene”.

Altre opere di questo autore