Una valigia di velluto blu

- Dedicata a Cecilia - Ho chiuso il mio passato ed il mio futuro in una valigia di velluto blu. Quando la apro esce musica e fumo e stridore di binari, esce la treccia nera d'una zingara e l'odore dell'aria aperta delle vite in viaggio lungo i giorni ed i mesi, e volti di persone. Come una carezza nel buio si apre al mattino il canto del gallo e mentre guardo l'orizzonte casa mia ? dove sorge il sole, casa mia sono i fuochi lungo le strade le facce sconosciute le distese d'asfalto frustate dai fari. Come una carezza nel buio s'accende un altro fiammifero per un'altra sigaretta ricevuta e mio fratello ? il suonatore ladro e lo straniero con gli occhi infilzati sul viso. La valigia del mio passato e del mio futuro ? sul treno e sulla nave e sull'aereo e in macchine sgangherate. Dentro al palmo d'una carezza di velluto ci sono rose e schegge, c'? l'abbraccio puzzolente d'un lavapiatti e le parole liberate come piume d'uccelli sotto il cielo che tutti copre con il sole e con la pioggia, il cielo nero della notte dove per? risplendono stelle e dove in fiumi di birra e danze e truffe amori pugni e fame scorre impetuosa la carne che siamo. Ho chiuso in una valigia di velluto blu ricordi e speranze illusioni e rimpianti e galleggia lenta sul fiume ed accelera e con la corrente balla. Come una carezza di notte e come lo squillo della tromba dentro c'? il vento e quel respiro che traggo e che mi stacca dall'attesa mi strappa al calendario ed a piene mani in faccia mi getta carezze e baci il taglio della solitudine e il muso d'un gatto l'odore del sudore i volti educati dei clienti d'albergo e l'alito di cipolla. Fiorisce d'abbandono la valigia blu del mio passato e del mio futuro, ma allora la apro e ci verso il vino ci verso le notti insonni e poi a tutti l'offro in cambio di nulla e del presente vivo, del viaggio che apre le scarpe, del lavoro che spella le mani, dell'amore rubato e conquistato. Poi riemerge il basso ed il suono caldo del suo corpo di legno, riemerge la passeggiata del respiro sulla tastiera d'ebano e d'avorio ed il velluto annega nell'inchiostro blu delle lettere, anche se ormai sono di chiunque come la terra sotto i piedi e l'aria che respiro. Gonfia la luna il mare nella mia valigia e se l'ascolti ci senti lo sciabordio lento e l'acciotolio minuto dei granchi sulla sabbia. Ci trovi onde e conchiglie sul fondo del futuro e nel cielo del passato che insieme stanno e scompaiono. Ad ogni risveglio tolgo un ricordo dalla mia valigia e ad ogni sogno ce ne aggiungo un altro, ma tutto il mio bagaglio sono voci lontane, emozioni sciolte come neve e l'odore dei pini che apre la calura ad un alito di miele. Di nuovo chiudo ed apro la mia valigia di velluto blu al convergere di due fiumi quando quel che lascio prosegue e ci? che incontro mi lascia, bagnato dalla sorte ad ascoltare questa musica e queste persone, la folla ignara e gli estranei che abitano la mia casa costruita senza luoghi, senza i rami secchi dei nomi. Mi sale dal sangue al cuore una piena di malinconia agra: batto il piede e faccio la faccia feroce, ma ? tempo che io richiuda la valigia o mi ci sieda sopra, per ricominciare a viaggiare e riaprire le pagine bianche di questo presente.

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