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SPAZIO (umore riciclato)
enio orsuni
Pubblicata su Athena Millennium il 04/02/2012

La mente a vorte è come inerte, stanca;

ispirata ma priva d’energia.

Come se fossi sotto anestesia,

cerco sempre lo spazio che me manca.

Spazio che me consenta de vola’

arto ner celo, come un aliante,

novello Icaro der celo viandante;

vola’ in arto, ortre le nubbi anna’.

 

Ma questo è certo er peggio de li mali

perché me sento come chiuso in serra

e so’ costretto a rimane’ giù in terra.

Er padreterno nun m’ ha dato l’ ali.

Pure se affritto da malinconia

-che ce l’ho forse da quann’ero in fasce-

è risaputo che, da questa nasce

l’ispirazione per fa’ povesia.

 

Ma, quanno passa, libera la mente

e pe’ incanto ritorna er soriso.

Ecco che se dischiude er paradiso

e viene fòra quer che er còre sente.

Poi, quanno la bufera è già passata,

 quer gran patema che ciavevo addosso

dar nero ar grigio poi diventa rosso

e me ci faccio sopra ‘na risata.

 

Mejo così, perché in fonno se deve

-spece quanno se vòle fa’ povesia-

Butta’ ner cesso la malinconia

perché è certo: la vita è tanto breve…

A che serve si a vorte urlo e grido?

La vita è corta e quanno è già passata

è stata ‘n soffio, come ‘na pisciata…

mejo che me la canto e me la rido.                                                                                      

 

                            enioorsuni@libero.it

 

 

 

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