Il laghetto di Villa Borghese

Scendevo dal parcheggio sotterraneo,
verso Piazza di Siena,
con un bimbo al mio fianco.
Non capivo dov'ero: confusione intorno,
fanciulli sul treno gommato,
la giostrina, le grida e le risa infantili.
Il vecchio cinema nel casotto di legno
ed i films visti almeno tre volte.

Una striscia d'asfalto
e al di là quel ruscello inaridito
che va verso il lago:
il mio fiume africano!

Ecco barchette fiorire da gusci di noci,
stecchini per alberi e a vele foglie insecchite.
Ecco il leone di pietra accucciato
a far trofeo in una foto ingiallita;
la giungla inesplorata
rinascere dal profumo delle pigne cadute,
dal rumor delle fronde smosse dal vento.

Torna amico all'udito
lo scalpiccio dei passi sulla ghiaia dei viali:
stringo adorando una mano
che forse è la mia che ebbi materna.

Nasceva
un altro bambino al mio fianco.

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