TRA LE FESSURE

Note soffiate il mormorar del  vento

in pigri meriggi estivi mi sorprende

tiepido di grano odora

di sole e terra sapore porta

spolvera  lieve il viso

come piacevole respiro.

Di accennate piogge lontane

le nari inebria

con sottili dita

i pensieri scompiglia

pigra adagiata

del suo tocco beata

vado gli occhi socchiudendo…

 

Echi  lontani

di ovatta  il tempo

lame di luce sottili agli scuri fuggite

l’aria feriscono

Le attraverso con la mano

come saggiarne il taglio…

polverosa ambra ora la lambisce

lentamente la serro

niente dolore….

Leggera sorrido di tanta infantile sciocchezza

e così rimango

morbida immagine sopita su un fianco

il baluginar del tramonto ad aspettare.

 

Eowyn

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